Il fico

 

 

 

L’infido fico, pianta tentatrice per eccellenza, è buon compare delle specie litofile: le straordinarie capacità di adattamento che possiede gli consentono di insediarsi in mezzo alle spaccature dei tufi, anche in vicinanza dell’acqua, verso la quale protende in estate i rami fino a lambire le onde. Quasi volesse far aggrappare chi incautamente si avventura verso l’acqua: ma attenzione, che i suoi rami sono fragili e basta un crack per precipitare nella tragedia.

Attributi del fico sono i rami grigi, la mancanza di fiori vistosi, le foglie rugose, la poca longevità, la fragilità del legno. Sembra condensare in sé tutti aspetti negativi: solo i frutti sono gustosi e attraenti per la dolcezza della polpa. Si tratta però dì falsi frutti ( siconi ) che si formano per accrescimento abnorme del ricettacolo infiorescenziale il quale, dopo la fecondazione, diventa polposo e zuccherino ( i frutti veri, minuscoli, stanno dentro la polpa e vengono scambiati per semi ).

In senso figurato, quindi, è più che lecito configurarli come frutti ingannevoli, che usano a bella posta la melliflua dolcezza per stuzzicare i golosi e spingere alla trasgressione. Ecco perché può essere preso a simbolo dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male. È l’Albero del Peccato, il lignum fici, con frequenza rappresentato nell’iconografia medievale, anche per i richiami “signaturali” alla sessualità, in particolare a quella femminile: nel Medioevo la religiosità popolare fece di Eva il capro espiatorio del male in cui versava l’Umanità.

Pignoleggiare sul tipo di frutto raccolto da Eva è questione solo accademica. Nella sostanza l’allegoria del racconto non cambia: si trattò di un frutto simbolico, rappresentante il gesto di insubordinazione, la disobbedienza a Dio.

I rami e le foglie di fico, i fichi stessi se immaturi, quando sono spezzati emettono un liquido bianco lattiginoso. Per questo gli antichi Romani lo chiamavano Ficus ruminalis, cioè che produce latte ( ruma = mammella ). Metaforicamente, quindi, il fico è la pianta femminile per eccellenza, è la Pianta che produce Latte, è la Pianta Nutrice, per estensione l’Albero del Cibo materno, la Pianta Madre dell’Uomo terreno.

Ficus è un genere delle Moracee comprendente circa 600 specie presenti nelle zone tropicali, subtropicali e temperate boreali. Il più comune è il fico domestico 0 fico femmina ( Ficus carica L ), noto per i polposi siconi di colore bianco o nero, che per maturare hanno bisogno di essere fecondati dal polline del caprifico, detto anche fico selvatico o fico maschio. Il processo d’impollinazione si realizza per mezzo di un insetto, la Blastophaga pse-nes, che entra all’interno del siconio. È uno dei frutti pettorali: il decotto un tempo veniva utilizzato contro le costipazioni e le affezioni bronchiali.

Il lattice che trasuda dalla pianta contiene cravina, un enzima peptonizzante, una specie di pepsina vegetale in grado di favorire la digestione delle proteine ( come la papaina della papaia e la bromelina dell’ananas ).

 

Dal Libro, Isola Bisentina

Giardino sacro e profano.

 

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