Il frassino

 

 

 

Le antiche popolazioni nord-europee tenevano in grande considerazione l’Albero proiettato verso il Cielo alla ricerca della Luce e lo simboleggiavano con Yggdrasil, un frassino, che per loro era il Sostegno del Mondo. Detto alla latina era Yuniversalis columna, che sosteneva il mondo e raccordava la Terra con il Cielo. Era l’idea archetipa dell’Albero=Asse del Mondo, concetto parallelo a quello dell’Albero Cosmico.

 

Le radici del Sostegno del Mondo affondano negli abissi sotterranei e i rami raggiungono le Nuvole, cioè il Cielo: oltre che conduttore delle gocce di rugiada, sostanza importante nella trasmutazione alchemica, era simbolo di Verticalizzazione, di crescita prodigiosa verso il Cielo.

 

L’albero che spinge i rami in alto esprime la possibilità di raggiungere livelli superiori ( il piano paradisiaco ) e, nello stesso tempo, l’incapacità dell’uomo di arrivare fin lassù. Solo chi, come Odino, ha acquisito la potenza spirituale, può accedere idealmente alla cima dell’albero. In altre parole la riscoperta dello stato di beatitudine si raggiunge solo sollevandosi ben oltre il piano terreno.

 

Nel frassino si può cogliere un ulteriore valore, e di non secondaria importanza. È l’albero produttore della manna, condizione che gli è contesa da un lichene ( Lecanora esculenta ). Quel che conta però è la funzione simbolica dell’alimento che nutrì gli Ebrei nel deserto, e che per i teologi del Medioevo simboleggiava l’Eucarestia, cioè il Pane disceso dal Cielo. La manna-pane del cielo rappresenta però anche il mezzo per risalire al Cielo. In un certo qual modo il frassino, albero produttore di manna, a buon diritto riveste, simbolicamente, la duplice funzione di mezzo di Salvezza e di fonte di Benessere.

 

Dal Libro, Isola Bisentina

Giardino sacro e profano.

 

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