Il puleggio e la mentuccia

 

 

 

 

Nei pratelli con meno ristagno di acqua in piena estate compare il naniforme puleggio ( Mentha pulegium ),   dalle   piccole dimensioni ma dalle infiorescenze glomerulate così ravvicinate, compatte e dense da costituire  ampie  macchie azzurrine in mezzo al seccume estivo del prato. E d’altronde, benché di piccola taglia, non è specie che si nasconda, non tanto per il colore quanto per il profumo intenso che emana: solo a calpestarla ad abundantiam diffonde nell’aria il penetrante messaggio della sua presenza.

 

 

Né più né meno di quanto fa la mentuccia ( Calamintha nepeta ), dal portamento dimesso, trasandato. Oseremmo dire umile, rispetto alla maestosità di altre specie, quasi insignificante sul piano della taglia e del colore, ma così invadente, quasi petulante quando si tratta di farsi sentire attraverso i profumi: basta sfiorarla perché riempia l’aria del suo aspro odore di pulegone. E qui si ritrova dappertutto, anche abbarbicata sugli scogli da cui sembra sfidare il sole, ma dove, invece, si carica del suo calore riempiendo di essenza profumata i piccoli appositi serbatoi epidermici.

 

Dal Libro, Isola Bisentina

Giardino sacro e profano.

 

 

Articoli correlati

Share This