Il salice

 

Il salice è specie che ha avuto grande importanza economica per l’uomo. In più ne ha condizionato la storia, almeno quella leggendaria, nella quale 

 

alcuni cesti di vimini ebbero parte provvidenziale per la vita di personaggi importanti come Mosè da una parte e Romolo e Remo dall’altra. I salici sono piante legate all’elemento essenziale per al vita, l’acqua. Vivono infatti lungo le rive dei laghi e dei corsi d’acqua e in questo loro habitat non possono essere sfuggiti all’attenzione dell’uomo palafitticolo, che ne apprezzò la straordinaria flessibilità dei rami. Sotto le mani esperti dell’Homo abilis, i rami di salice presero forme diverse, assunsero conformazioni impensabili, diventarono materia duttile e utile, tanta era l’elasticità dei rami, 

 

tanta la leggerezza dei manufatti, tanta la resistenza nel tempo dell’oggetto se mantenuto all’asciutto.

Pure i contadini erano abilissimi nel lavorare i salici. Nelle giornate di cattivo tempo, in particolare, confezionavano utensili per la casa e canestri o gerle che servivano per il trasporto della frutta e del foraggio. Nell’alto Medioevo una pianta di salice era considerata di valore e il suo abbattimento ritenuto un reato gravissimo. La legge prescriveva pene severissime a chi tagliava un salice, perfino il taglio della mano.

Secondo l’antica teoria della signatura, le malattie provocate dall’acqua si curavano con le piante acquatiche o comunque con quelle viventi nei pressi dei corsi d’acqua. Sarà stata una fine intuizione, sarà stata fortuna, nella corteccia del salice è stato scoperto un composto, l’acido salicidico, che è la base di specialità medicinali note in tutto il mondo e utilizzate per la cura delle malattie da raffreddamento.

 

Dal Libro, Isola Bisentina

Giardino sacro e profano.

 

 

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