La quercia albero della fortezza

 

 

 

 

La quercia occupa un posto rilevante nella cultura dell’Uomo. Il ricorso all’uso di questa specie per realizzare manufatti di tutti i tipi è stato costante: si pensi ai milioni di traversine ferroviarie! Occupando la fascia fitoclima-tica planiziaria e collinare, la stessa scelta da una consistente parte dell’umanità per i suoi insediamenti stanziali e produttivi, i boschi di quercia hanno visto la loro superficie ridursi sempre più.

I non addetti ai lavori accomunano nel termine quercia più specie, spesso confuse e scambiate tra loro. Ognuna gode invece di una ben precisa identità tassonomica: tra le più maestose per taglia e portamento si ricordano la rovere e la farnia, ma concorrono alla formazione del patrimonio querci-colo anche la roverella, il cerro e il farnetto più altre specie meno note e frequenti come la vallo-nea, la fragna e la quercia spinosa. Pur appartenendo al genere Quercus, il leccio e il sughero nella cultura tradizionale sono nettamente distinte dal gruppo perché sempreverdi.

La quercia, specie pluricentenaria dal legno duro e resistente, simboleggia idealmente, come si è detto, i concetti di forza, potenza, resistenza, solidità.

“Robusto” è aggettivo d’origine latina con significato di “forte”: letteralmente significa di rovere. A robur si attribuiscono, in senso figurato, i significati di energia, vigore, grandezza e forza d’animo.

L’allocuzione latina In robore robur quindi si presta ad interpretazioni metaforiche, essendo la quercia intesa appunto come segno manifesto della Potenza, finanche come sito preferito dalla divinità: lo dimostrano l’antica attribuzione di albero sacro a Giove e, in epoca più recente, le molte Madonne delle Querce. Il substrato scelto per la manifestazione divina non poteva che essere un materiale resistente, forte, duro, tale da richiamare l’incorruttibilità, attributo fondamentale della divinità.

Per estensione la quercia ha interpretato anche simboli di Salute e di Lunga Vita, in virtù della longevità della pianta e dell’inalterabilità del legno.

L’espressione Robusto come una quercia non è stata certo coniata casualmente!

Ma alle querce è attribuito il valore di alberi sacri. La mitologia greca le considerava abitate dalle ninfe Amadriadi, termine che significa “insieme con la quercia”. Chi perciò abbatteva le querce senza una ragione seria, incorreva nella loro ira, consistente, per contrappeso, in un accorciamento della vita. Ma soprattutto era albero sacro a Zeus: attraverso lo stormire delle foglie il Re dell’Olimpo dava i suoi responsi nel sito oracolare di Dodona.

Niente di strano che il culto di questa specie fosse praticato anche presso i popoli primitivi, con aspetti meramente naturosofici. E che nel sincretismo cristiano la quercia sia stata acquisita come simbolo della Divinità: le numerose marianofanie riguardanti le querce insegnano che la Madonna sull’albero non è che un tramite tra l’Uomo e Dio.

 

Dal Libro, Isola Bisentina

Giardino sacro e profano.

 
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