La ruta

 

 

 

La ruta ( Ruta graveolens ) ha un notevole “pedigree” di proprietà terapeutiche e di significati magici. I suoi poteri, positivi e negativi, erano, come si direbbe oggi, ad ampio spettro: serviva a scacciare i serpenti così come funzionava da ottimo rimedio per la cura dell’epilessia o dell’ipocondria. Da lì ad impiegarla quale antidoto alle stregonerie e al malocchio il passo fu breve. Il potere magico era così forte che bastava sfregarsela addosso per affrontare indenni il basilisco, il fantasioso rettile crestato che provocava la morte con il suo sguardo ( così asseriva Cecco d’Ascoli che di magie se ne intendeva ). Ma gia la semplice accortezza di portarne addosso un rametto serviva a premunirsi da ogni maleficio, da ogni influenza negativa.

Nel Medioevo ebbe un elenco innumerevole di usi. Citata con nomi volgari differenti a seconda delle zone ( ruta, rua, ruda, herba ruda, ecc. ), era tra le specie che le streghe “buone” usavano più delle altre, quasi sempre in funzione di antiveleno, di antidoto alle malattie o alle fatture provocate dalle streghe “cattive”.

Sempre nel Medioevo si credeva che la ruta smorzasse la libidine negli uomini e l’aumentasse nelle donne. Una credenza legata evidentemente all’uso della specie come abortivo ed emmenagogo, per il quale era molto ricercata. Altre proprietà ben note erano quelle vermifughe: in tempi di condizioni igieniche non certo ottimali la ruta andava per la maggiore, mangiata cruda ( si aggiungeva all’insalata ), o bevuta in infuso ( meglio se ottenuto a freddo dalla macerazione in una buona grappa ).

Insomma, poco manca che fosse ritenuta quasi una panacea: ma possiede davvero tante proprietà ? Oggi, dopo un periodo in cui era decisamente in secondo piano, è stata ampiamente rivalutata come pianta medicinale. Il ruolo benefico svolto sulla microcircolazione dal suo principale componente, la rutina, l’ha valorizzata e ne ha fatto uno dei farmaci naturali tra i più interessanti per le patologie a livello microcircolatorio nelle quali è richiesto l’uso di sostanze ad azione vasotonica. Ma la sua efficacia sulla vista era già stato intuita fin dall’alto Medioevo, tant’è che un aforisma della Scuola Salernitana recitava “Nobilis est ruta, quia lumina reddet acuta“.

Nell’area mediterranea la ruta è piuttosto comune allo stato spontaneo.

La tradizione vuole che nell’orto di casa ne fosse coltivata sempre una pianta, in funzione sia di soccorso terapeutico che di preventivo magico.

 

Dal Libro, Isola Bisentina

Giardino sacro e profano.

 

 

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