L’alloro

 

 

 

L’alloro è una specie mediterranea sempreverde, che vive nelle cenosi calde e soleggiate. Era spesso presente anche nei  boschi sacri, considerato il suo valore simbolico e aromatico-terapeutico.

 

Sull’Isola Bisentina ha trovato condizioni ideali di sviluppo e crescita: in alcuni punti tende addirittura a diventare invasivo.

E’ una sclerofilla sempreverde come il leccio ma ha il pregio. rispetto a questo, di essere molto aromatico, di avere una non  vistosa ma apprezzabile fioritura e di produrre, al momento opportuno, frutti sferici nerastri, simili ad olive.

 

 

Entrato a pieno diritto nella tradizione culturale greca e latina, è legato a numerosi aneddoti, correlati spesso a noti personaggi mitologici, in primis ad Apollo, che fece il suo segno distintivo dopo che gli dei tramutarono in pianta la ninfa Dafne che fuggiva non volendo assoggettarsi alle sue brame amorose.

L’alloro fu preso a simbolo della natura che non muore, della capacità che hanno le piante di trapassare indenni da un anno all’altro, attraverso la stagione avversa, segno della vita che si perpetua, emblema della forza stessa della natura.

Apollo, deluso dall’esito della storia con Dafne ma ancora innamorato di lei, pronunciò – secondo Ovidio – la frase: “Visto che non hai voluto essere mia sposa, sarai almeno il mio albero: di te saranno ornati i miei capelli”. Fece una corona con i rami della pianta e se la pose in testa.

Così, sull’esempio di Apollo, con le fronde d’alloro si cominciarono a fare ghirlande e corone per i Vincitori, gli Imperatori, i Poeti.

L’alloro, pertanto, finì per simboleggiare la Gloria, la Sapienza, la Fama trionfante.

Un premio-riconosciuto non solo per la forza fisica del personaggio, ma anche per le sue qualità interiori: l’alloro premiava comunque il Lottatore deciso a resistere, giacché la Gloria e la Fama presuppongono sacrificio, coraggio, forza di volontà, oltre che Sapienza ed Equilibrio, tutte qualità che fanno grande l’Eroe o il Poeta.

 

Al carattere sempreverde dell’alloro ben si associava,d’altronde, il concetto d’incorruttibilità, d’immortalità dell’impresa effettuata.

L’alloro, a partire dall’età classica, spesso è stato scelto come elemento decorativo nelle steli funerarie.

Notevole per la realizzazione scultorea è ad esempio il cippo di Gaio Titieno Flacco che si trova nella chiesa di S. Maria Maggiore a Spello, usato come acquasantiera. Il fronte riporta una immagine equestre del defunto, ma le facciate laterali presentano due alberi di alloro ramificati con vari uccelli che beccano i frutti, mentre due gru beccano un piccolo aspide ai piedi dell’albero, quasi a voler proteggere gli uccelli ed esorciazzare la morte ( il serpente ).

 

Dal Libro, Isola Bisentina

Giardino sacro e profano.

 
 
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