L’ontano

 

 

 

 

L’ontano nero ( Alnus glutinosa ), così chiamato per l’aspetto tenebroso della chioma, è un bell’albero che vive sulle sponde dei fiumi, con le radici addirittura immerse nell’acqua. E ci vive bene perché questi organi ospitano un microrganismo in grado di fissare direttamente l’azoto dell’aria.

 

 

 

Il legno di questa specie è stato utilizzato in epoche remote come materiale da costruzione per la durezza e la resistenza all’acqua. L’uomo primitivo ci costruiva le palafitte: il Mattioli scriveva che ai suoi tempi a Venezia se ne usava ancora tantissimo.

 

 

 

Eppure la fantasia umana anche in questo legno ha trovato qualcosa di strano: poco dopo essere stato tagliato il legno bianco giallastro vira decisamente verso il rossiccio, un colore che non può non ricordare il sangue. Ma quanto a produzione di colori, l’ontano non è secondo a nessuno perché i fiori danno il verde, ì rami il bruno e la corteccia il rosso, come dire, per gli antichi, gli elementi acqua, terra e fuoco. Quanto all’aria, non c’è pianta, quanto l’ontano, che pur immersa nell’acqua, abbia tanta affinità con essa.

 

Dal Libro, Isola Bisentina

Giardino sacro e profano.

 

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