Cobalb, un’estate senza sversamento di liquami nel lago di Bolsena

L’estate 2018 sembra iniziare sotto i migliori auspici, almeno per le acque del lago di Bolsena. Il condizionale è d’obbligo ma lo spauracchio, rappresentato ogni anno da qualche falla all’anello di depurazione delle acque reflue, è stato scongiurato. La Cobalb infatti sta portando avanti e ha praticamente completato un buon lavoro. In questi mesi sono state sistemate le 24 stazioni di sollevamento delle acque di scarico.

Non è cosa da poco. Infatti il problema degli sversamenti nel lago, in questi ultimi anni, è stato determinato proprio da guasti e cattivi funzionamenti di queste stazioni. A breve cominceranno anche i lavori al depuratore di Marta, chiudendo praticamente il cerchio.

 

“Un lago di Bolsena pulito al cento per cento, senza più il problema degli sversamenti di liquami”. Garantisce il direttore Cobalb Massimo Pierangeli.

Ultimamente finito anche sotto i riflettori della Procura di Viterbo, che ad aprile ha indagato Pierangeli e l’amministratore unico Giancarlo Olivastri per presunte irregolarità nella gestione dell’impianto, ponendo sotto sequestro 7mila metri cubi di rifiuti speciali stoccati in maniera ritenuta non regolare da Cobalb.

Ma all’origine dei problemi della società c’è una lunga storia di mancato sostegno economico, necessario a fare funzionare bene gli impianti, da parte della Regione Lazio. Latitante dal 2009.

“Grazie a un mare di lettere e telefonate, tra Ministero dell’Ambiente e Unione Europea, siamo riusciti a far stanziare alla Regione due milioni di euro. Così oggi stiamo ultimando i lavori che mettono in sicurezza, in maniera certa, il lago”; spiega Pierangeli.

Dopo tanta assenza la Regione ha quindi dato un segnale e questo ha permesso l’espletamento di una gara per la sistemazione di tutte le 24 stazioni di sollevamento, più gli interventi necessari sul depuratore.

Il funzionamento dell’impianto di depurazione è il seguente: pompa i liquami in senso orario da Gradoli a Marta e una sola pompa lavora in senso antiorario da Capodimonte a Marta. In quest’ultimo paese è collocato il depuratore che tratta i liquami, secondo quanto disposto dalle vigenti norme, e libera le acque trattate nel fiume.

“I problemi degli scorsi anni, con gli sversamenti in piena stagione turistico-balneare non si
ripeteranno – continua Pierangeli -. Tutti gli impianti di sollevamento sono stati messi a nuovo e le
criticità sono sempre venute da lì. Purtroppo siamo stati lasciati soli tanto tempo. La Regione,
nonostante ben due leggi regionali (21 e 22/94), che pongono sotto tutela il lago di Bolsena e
dispongono l’impiego di risorse per la manutenzione e il corretto funzionamento dell’anello, è stata a lungo latitante. Diciamo che la politica ha le sue colpe. Ora è stato dato un segnale ma c’è bisogno
ogni anno di risorse per la manutenzione. Speriamo arriveranno”.

Per quest’anno sembra tutto destinato ad andare per il meglio ma i punti interrogativi sul futuro rimangono. “Ogni anno servono circa un milione e 200mila euro, per garantire il corretto funzionamento del sistema – conclude -. Di questi circa 700mila dovrebbero arrivare dalla Regione, mentre gli altri sono garantiti dai comuni che si servono dell’anello”.

Fonte LaFune.eu

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