I Rovati sulla “loro” isola Bisentina

Lago di Bolsena – Visita dei fratelli Luca e Lucio sulla Bisentina

I Rovati sulla “loro” isola Bisentina 2

Capodimonte – Lucio Rovati sull’isola Bisentina

Capodimonte – I Rovati sulla “loro” isola.

Visita dei fratelli Luca e Lucio, della famiglia che ha acquistato la Bisentina, su quello scrigno pieno di tesori nel lago di Bolsena. Ieri pomeriggio, insieme ad alcune autorità della Tuscia, tra cui il prefetto Giovanni Bruno, e dopo il 

convegno in cui è stato svelato cosa ne sarà dell’isola. “Sarà un’isola hi-tech, con un archivio digitale e un monitoraggio a distanza”, ha annunciato l’architetto Francesco d’Asaro nella Rocca dei Papi di Montefiascone. Un incontro organizzato dal Lions club Falisco-Vulsineo in collaborazione con la fondazione Rovati e la delegazione di Viterbo-Rieti dell’ordine di Malta.

“Grazie per l’accoglienza. È emozionante”, hanno detto i fratelli Luca e Lucio Rovati, che in accordo con la soprintendenza ha già fatto partire i lavori di restauro della

Bisentina.

I Rovati sono tornati ad ammirare alcune delle sette chiese, come i sette paesi che

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Capodimonte – A destra, il prefetto Giovanni Bruno sull’isola Bisentina

affacciano sul lago di Bolsena, dell’isola, testimoni della sua preziosa storia. Come la chiesa dei santi Giacomo e Cristoforo. La più grande. Con la cupola disegnata dal Vignola e il contiguo convento francescano. Ma anche la cappella del crocifisso, con affreschi del Quattrocento attribuiti alla scuola di Benozzo Gozzoli. O gli insediamenti preistorici e le tombe etrusche, ancora oggi visitabili e incastonati tra i giardini all’italiana e gli alberi secolari. Incastonati nell’azzurro del lago. O il tempietto a pianta ottagonale di santa Caterina, realizzato da Antonio da Sangallo il Giovane su un colombario etrusco. È conosciuto come la Rocchina, perché in miniatura riproduce la rocca di Capodimonte. E se la Rocchina, a sud, si erge sull’acqua da uno sperone di roccia di ventidue metri, a nord, con il suoi maestosi cinquantasei metri di altezza, si innalza il monte Tabor, da cui è possibile ammirare panorami incantevoli.

 

L’isola Bisentina di fascino ne ha da vendere. E la sua storia è straordinaria e preziosa. Una storia di cui si fa testimone quel singolare intreccio tra arte e
natura. Un intreccio

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Capodimonte – L’isola Bisentina – La cappella del crocifisso

disseminato in diciassette ettari di terra, strapiombi rocciosi, ulivi e lecci. Diciassette ettari capaci di rendere ancora più suggestivo il lago di Bolsena. Anche perché sull’isola Bisentina oscillano miti e antiche credenze. C’è chi la vuole custode di una delle porte d’accesso, l’unica in Italia, del leggendario regno sotterraneo di Agarthi (l’inaccessibile, in sanscrito), e chi popolata dai fantasmi. Ma una cosa è certa: l’isola Bisentina è una camera delle meraviglie.

“L’isola – assicurano i Rovati – dopo i lavori di restauro sarà a disposizione di turisti e cittadini, ma anche di storici e archeologi”.

Fonte e Foto Tusciaweb.it

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