Scoperta straordinaria, trovato ibis eremita sul lago di Bolsena

Natura – E’ un uccello in pericolo critico di estinzione – Ne esistono solo 200 esemplari in Europa – Nell’antico Egitto era considerato sacro – Foto – Video

Fauna lago di Bolsena ibis eremita

Nella foto l’Ibis Eremita

Bolsena – Si era fermato sulle sponde del lago di Bolsena. Una sosta nel suo lungo viaggio da Salisburgo alla laguna di Orbetello. Lancillotto, creduto in difficoltà da quel gruppo di persone che lo ha avvistato, è stato subito portato alla clinica veterinaria della Tuscia. E’ un ibis eremita, nato lo scorso anno. E’ uno dei soli duecento esemplari che vivono in tutta Europa.

“In realtà stava benissimo”, spiegano dalla clinica veterinaria di Montefiascone dove Lancillotto è stato accudito fino all’arrivo degli operatori del progetto europeo di ripopolamento. L’ibis eremita, un uccello pelecaniforme, è stato classificato dall’unione internazionale per la conservazione della natura come una specie in pericolo critico di estinzione, soprattuto a causa del bracconaggio. Ma ora, “dopo quattrocento anni di estinzione in Italia, sta tornando grazie a un progetto europeo di ripopolamento, a partire da alcuni esemplari nati in due zoo dell’Austria”, sottolineano dalla clinica veterinaria della Tuscia.

La cattura e il commercio dell’ibis eremita è illegale. E’ una specie in declino dal 1504, quando l’arcivescovo di Salisburgo emanò un decreto che vietava a chiunque, eccezion fatta per i nobili, di uccidere questi uccelli, che sono stati tra i primi animali a divenire specie protetta. Ma il decreto risultò poco efficace, perché ben presto l’ibis eremita si estinse in Austria come nel resto d’Europa.

Il piumaggio di Lancillotto, come quello della maggior parte degli ibis eremita, è nero corvino. Le ali hanno però riflessi metallici di colore verde, violetto e bronzeo. Sulla parte posteriore del collo le penne sono arruffate, mentre sulla nuca formano un ciuffo. La testa e la gola, nude, sono molto rugose. Le zampe sono piuttosto lunghe ma robuste, con unghie leggermente uncinate a ognuna delle quattro dita, tre delle quali sono rivolte in avanti e una all’indietro. Gli occhi, di colore ocra, sono abbastanza grandi e posti lateralmente. Rosso è anche il becco, che è molto lungo (almeno tre volte la testa) e ricurvo. Largo alla base, si restringe gradualmente verso la punta.

Ora Lancillotto, dopo una tappa nella Tuscia, è in Toscana, dove passerà l’inverno. “Ha imparato a volare da Salisburgo a Orbetello lo scorso anno, in autunno, con l’aiuto della sua mamma umana… in parapendio”, raccontano dalla clinica veterinaria di Montefiascone. E’ dal 2002 che gli ibis eremita svernano nella laguna di Orbetello, dove arrivano dopo essere stati addestrati con migrazioni pilotate. Passato l’inverso, tornano al nord.

Sono considerati uccelli sacri in molte culture. Nell’antico Egitto, ad esempio, era adorato come reincarnazione di Thoth, lo scriba degli dei. La parola akh, risplendere, veniva inoltre espressa nei geroglifici con un ibis eremita stilizzato, in virtù dei riflessi metallici del suo piumaggio. Un’altra tradizione, invece, lo vuole come uno dei primi uccelli che Noè lasciò scendere dall’Arca. Per questo è considerato anche un simbolo di fertilità.

Raffaele Strocchia

Fonte Tusciaweb.it

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