Lago, emergenza acqua alta


L’allarme è diventato una vera a propria emergenza. Il livello delle acque al lago di Bolsena ha abbondantemente superato il livello d’attenzione.

Cinquanta chilometri di costa sono a rischio. Le onde si sono mangiate le spiagge. Sette Comuni temono forti ripercussioni per la stagione turistica e la sicurezza dei cittadini.

Intanto si cominciano a contare i danni. “La situazione è degenerata – spiega il sindaco di Bolsena Paolo Dottarelli – dopo le piogge e il nubifragio delle ultime ore, ho avuto un incontro con gli operatori e l’ufficio tecnico per una verifica. E’ stata evidenziata una situazione di pericolosità per le strutture private a ridosso della spiaggia e quindi per l’incolumità.

Pioggia e vento sul lungolago hanno determinato una situazione i cui danni potrebbero essere irreparabili. C’è in ballo la stagione turistica, ma questo è il problema minimo, se si pensa a quello ben più grave legato alla sicurezza.

A Bolsena, in zona Pineta, la banchina sta crollando”.

Un primo grido d’allarme era stato lanciato un mese fa. “E devo ringraziare il prefetto per il suo interessamento in prima persona. Ma adesso Ardis e Regione devono prendere una decisione e in fretta”.

Ovvero: aprire i bocchettoni a Marta per far calare il livello delle acque. “Nonostante il prefetto stia coordinando gli incontri, è a Roma che noi ci rivolgiamo per un intervento immediato. Non possiamo aspettare, una decisione va presa. Adesso”.

Finora è stato atto troppo poco. “E’ stata aperta – ricorda Dottarelli – ma solo leggermente la bocchetta centrale a Marta. Un getto da tre metri cubi al secondo. L’Ardis ci ha scritto segnalando il problema dell’allagamento controllato di un edificio storico con annesso terreno della Cannata. Che va tutelato.

Va bene, ma così si mettono a rischio cinquanta chilometri di costa e si fanno danni pesantissimi a sette Comuni che si affacciano sul lago. Occorre un gesto di responsabilità. Magari pensando a un’apertura controllata, con il diretto intervento della Protezione Civile.

Questa è un’emergenza”.

Intanto al porto di Bolsena gli ormeggi rischiano di spezzarsi. Con altri danni per le imbarcazioni.

“L’Ardis deve fare qualcosa e in fretta – conclude Dottarelli – nei campeggi in riva al lago inizia ad arrivare la gente.

Ci sono gli stabilimenti balneari che pagano all’Ardis il canone di concessione per la spiaggia, che non c’è più”.


Fonte TusciaWeb

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