Bolsena – Sabato e domenica manifestazione sul lago “No alle carpe volanti”

 

Riceviamo e pubblichiamo – “No Flyng Carp”, ovvero “no alle carpe volanti”.

E’ con questo leitmotiv, che sabato e domenica centinaia di pescatori sportivi carpisti manifesteranno, affiancati da associazioni qualificate come Getapesca e Carpfishing Italia, contro il traffico illecito della popolazione ittica del lago di Bolsena. Una manifestazione pacifica, contro quello che ritengono <un sistema corrotto ed obsoleto, che la provincia di Viterbo sembra assecondare a favore del consorzio del lago>.

Così. dalle ore 10,00 del sabato alle ore 12,00 della domenica, pescatori sportivi provenienti da tutta Italia manifesteranno sulla spiaggia nei pressi del porto di Capodimonte, sul lago di Bolsena. Il Carp Fishing è un’affascinane pesca sportiva molto tecnica, rivolta a carpe di grandi dimensioni che, dopo la cattura, vengono slamate e rilasciate in acqua attraverso un’attenta manipolazione su specifici materassini.

Una pesca che conta oggi un movimento molto ampio di appassionati, di club, di associazioni, che si spostano continuamente in tutta Italia alla ricerca di ambienti incontaminati per praticare uno sport, che incrementa per altro un significativo indotto economico. Con l’iniziativa, vogliono sensibilizzare la provincia di Viterbo perché si adoperi contro un crescente fenomeno che interessa il lago: lo spostamento illecito della popolazione ittica. <Una pratica –rilevano- che ha già deturpato diversi ambienti naturali in Italia, a favore di realtà artificiali a scopo di lucro.

Il punto è che nella provincia di Viterbo questo problema e le conseguenze ambientali di uno sfruttamento senza coscienza sono sottovalutate. Oggi, a fronte di 73 pescatori professionisti che praticano l’attività, esistono ben 162 licenze.

Risultato: sfruttamento dei diritti di più licenze per sovvenzioni statali, lotti per rimessa attrezzi e barche, possibilità di praticare la pesca con mezzi oltre il consentito>. Secondo i pescatori sportivi in protesta, organi di controllo insufficienti e paura di ripercussioni personali, avrebbero in sostanza favorito lo svilupparsi di situazioni anomale che sul posto, rilevano <sono da tutti conosciute come “la mafia dei pescatori con le reti”> .

<Vogliamo evitare che anche sul lago di Bolsena vengano a presentarsi situazioni irreversibili di degrado> dicono . Nel caso poi del bracconaggio di grandi carpe, non esisterebbe nemmeno la richiesta alimentare (una carpa di 10/15 kg, nei suoi circa dieci/venti anni di età, ha assorbito troppe sostanze nocive, per essere destinata alla tavola ndr).

Per i carpisti, il mercato di questi ciprinidi non può quindi che essere quello dei laghetti sportivi a pagamento. La clientela vuole confrontarsi con pesci di taglia rilevante e è molto dispendioso comprare pesce certificato da allevamento, il cui costo (al kg) costringe normalmente all’acquisto di pesce di piccole dimensioni, che impiegherà anni per crescere .

Esiste però un mercato illecito, di carpe di grande taglia, che non trascorrerebbero il periodo di quarantena previsto sotto la supervisione di ittiologi, e in apposite strutture della provincia, che non sarebbero certificate, ne trasportato con mezzi opportuni e autorizzati.

Gigi Biagiola

 

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