Capodimonte – Cartelle pazze della Gerit: Ici fino a 20mila euro – Centinaia di cittadini ieri mattina si sono rivolti infuriati a un incaricato della società di riscossione dei tributi



Cartelle pazze della Gerit: Ici fino a 20 mila euro



CAPODIMONTE – Cartelle pazze Ici a Capodimonte. Centinaia i cittadini che ieri, foglio esattoriale alla mano, si sono riversati in Comune per parlare con l’incaricato dell’Equitalia Gerit per cercare di venire a capo del pasticciaccio.
C’è chi ha ricevuto richieste di pagamento fino a dieci, ventimila euro per vecchi magazzini e ruderi abbandonati; chi si è visto recapitare bollette per case acquistate da anni da vecchi proprietari. Che, comunque, giurano che l’Ici l’hanno versata. Tutti erano concordi nel denunciare errori di calcolo nell’imposta piombata in questi giorni nella loro cassetta postale. Sbagli che, da ieri, la società concessionaria comunale ha iniziato a esaminare delegando un incaricato.
Insomma un guaio enorme che ha messo sul piede di guerra una bella fetta dei 1800 abitanti che si sono ritrovati fra capo e collo un’ingarbugliata matassa da sbrogliare. Una gatta da pelare anche per il sindaco Mario Fanelli e la sua amministrazione, su cui i contribuenti locali, inferociti, hanno puntato subito l’indice.
Tanto che il Comune ha già affidato a un legale, l’avvocato Roberto Fava, il compito di fare salvi gli interessi del palazzo che, per errori commessi da altri, rischia di vedersi accollata dai cittadini la responsabilità del pasticcio. “Il Comune – spiega l’avvocato Fava – naturalmente è estraneo a tutta questa vicenda. Il servizio di riscossione è affidato, appunto, alla Equitalia Gerit, che ha il compito di accertare la posizione fiscale di ciascun contribuente. L’amministrazione di Capodimonte intende chiamare in giudizio la società a tutela della sua immagine ed essere anche risarcita se, effettivamente, questi errori nel computo delle cartelle verranno accertati”.
Fatto sta che per centinaia di abitanti del piccolo paese sul lago, l’incubo è appena iniziato. Se ad alcuni di loro, ieri, infatti, l’incaricato della Gerit è riuscito a evidenziare e correggere immediatamente gli sbagli nel calcolo, per la maggior parte, non sarà così facile arrivare a capire come l’errore si sia formato.
I ricorrenti, allora, dovranno opporsi al pagamento per “contributo non dovuto” o “per errore”. Ma modalità e tempistica appaiono tutt’altro che rapidi.


A. M.

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