Cosa succede ad Acquapendente – L’ospedale diventa Centro Clinico Assistenziale Distrettuale




L’ospedale diventa Centro Clinico Assistenziale Distrettuale



VITERBO – Secondo quanto previsto dal Piano Sanitario regionale del 2010 e dai decreti attuativi, la rete ospedaliera di Acquapendente è stata riconvertita in Centro Clinico Assistenziale Distrettuale (CeCAD). La struttura, a detta della Asl, ridurrà i “ricoveri ospedalieri inappropriati, limitando nel contempo l’ingresso a tempo indeterminato in strutture residenziali a seguito di evenienza acuta, realizzando una reale condivisione delle risorse umane e tecnologiche tra ospedale e territorio”.

All’interno del CeCAD si avranno posti letto per Medicina Generale, Day Care Medico e Chirurgico, Pronto Soccorso e letti osservazione breve, Anestesia e Rianimazione, Diagnostica per Immagini ed Analisi (il laboratorio non sarà all’interno della struttura)

Le funzioni essenziali previste dal decreto, invece, saranno:

– P.U.A. – Punto unico di accesso integrato con i servizi sociali del Comune;

– Ambulatori specialistici, con particolare riguardo a quelli dedicati ai percorsi assistenziali della prevenzione nell’ambito delle patologie croniche cardiologiche e respiratorie, a gestione ospedaliera/territoriale;

– Ambulatorio infermieristico;

– Diagnostica radiologica di base;

– Punti prelievo;

– Continuità assistenziale (ex guardia medica);

– A.D.I. (assistenza domiciliare integrata).

I moduli aggiuntivi previsti dalla Asl saranno: distribuzione dei farmaci; ambulatori specialistici di day care medico chirurgico (PAC ed APA); telemedicina.

Ci saranno, inoltre, un Punto di Primo Intervento garantito H24 da medici ospedalieri, posti letto tecnici di Osservazione Breve Intensiva (ricovero fino a 72 ore senza cartella clinica ma con assistenza), posti letto di Medicina ed un’unità di degenza infermieristica.

A fronte di quanto previsto dall’Atto Aziendale, il Comune di Acquapendente, però, ha presentato un proprio documento con richieste ed osservazioni per quanto riguarda la struttura, da far avere alla Regione Lazio. Documento votato all’unanimità dalla Conferenza dei Sindaci e firmato da altri 13 Comuni: Onano, San Lorenzo Nuovo, Bolsena, Grotte di Castro, Gradoli, Marta, Capodimonte, Latera, Ischia di Castro, Farnese, Proceno, Valentano, Canino.

Queste alcune delle richieste avanzate:

1 – Funzioni Core: Punto unico d’accesso, integrato con i servizi sociali dell’ente, specialistica ambulatoriale a supporto dei percorsi assistenziali per la cronicità, ambulatorio infermieristico, diagnostica di base (radiologia, laboratorio/punto prelievi), continuità assistenziale, assistenza domiciliare integrata.

2 – Modulo Emergenza di tipo C con medicina orientata alla gestione di definite condizioni di acuzie e subacuzie: con collegamento alla rete di emergenza regionale, con copertura assistenziale 24 ore su 24 fornita da medici e da personale infermieristico , 2 posti letto osservazione breve intensiva, 15 posti letto di medicina generale, prestazione del 118, elisuperficie.

Attraverso questa organizzazione andrà garantita una prima diagnostica e il successivo trattamento dei casi compatibili con la realtà assistenziale, o il trasporto del paziente presso l’ospedale di emergenza più idoneo alla condizione clinica. Ad integrazione dei servizi è prevista l’attivazione del “Teleconsulto cardiologico e radiologico”.

3 – Attività di day hospital e di day service a garanzia dei percorsi diagnostico terapeutici: 2 posti letto di day hospital multidisciplinare con la possibilità di mantenere alcune attività compatibili con il contesto assistenziale e con le finalità del presidio a garanzia di alcuni percorsi diagnostico terapeutici, anche relativi a cronicità, che se non presenti, creerebbero forti disagi alla popolazione prevalentemente composta da anziani.

4 – Chirurgia programmata: va garantita l’attività chirurgica multidisciplinare (chirurgia generale, oculistica, otorino, ortopedia, ginecologia, ecc) che svilupperà modelli di chirurgia ambulatoria, day surgery e one day surgery, compatibili con la realtà organizzativa in collaborazione con il Polo Ospedaliero Centrale per favorire l’integrazione delle risorse professionali presenti.

5 – Attività specialistiche ambulatoriali e strumentali aggiuntive;

6 – Attività di degenza infermieristica

7 – Integrazioni assistenziali tra reparti medici e MMG.

 

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