Ecco l’isola Bisentina che stiamo sognando

Come i nuovi proprietari dell’isola l’hanno conosciuta, acquistata e cosa hanno in mente di realizzare per la crescita turistica del Viterbese

I Rovati sulla “loro” isola Bisentina 2Hanno immaginato di rimettere al centro dell’intero Viterbese un luogo unico, magico: l’lsola Bisentina. Sono impegnati a Milano in un progetto straordinario sugli Etruschi, probabilmente destinato a colonizzare l’immaginario collettivo internazionale con questo popolo enigmatico. Abbiamo contattato la Famiglia Rovati e parlato con Luca Rovati, per capire qualcosa di più su cosa sta accadendo nel cuore del lago di Bolsena e cosa arriverà nel futuro prossimo in terra di Tuscia grazie anche alla loro azione.

Come l’isola Bisentina è entrata nelle vostre vite?

Ho sentito parlare dell’Isola Bisentina intorno alla metà degli anni ’90, quando conobbi la principessa Erica del Drago, all’epoca dama di compagnia della principessa Elvi Pallavicini, della cui famiglia sono buon amico.

ll mio fraterno amico Sigieri Diaz della Vittoria Pallavicini mi parlava, favoleggiando, di un posto meraviglioso nel lago di Bolsena, di proprietà appunto di Donna Erica. lo sbirciavo dai finestrini degli aerei quando erano prossimi al finale sull’aeroporto di Fiumicino, per cercare di capire quale fosse la Bisentina e cosa ci fosse sopra.

Isola Bisentina con vista Aerea Aereo DroneFinché, sul finire del 2016, l’amico Sigieri mi disse che Donna Erica aveva deciso di vendere l’lsola e che erano interessati dei compratori americani e russi. Mi chiese: “Ma perché non la compri tu, almeno rimane in famiglia!”. Francamente considerai la cosa un po’ una pazzia. Andai su internet, lessi le cose che si dicono dell’isola, vidi le foto e decisi di venire a visitarla. Non l’avessi mai fatto!

Può raccontarci la prima volta che ci avete messo piede? Quando, cosa avete provato, quali idee avete immaginate?

Quello che vidi non ero una semplice meraviglia ma un sogno, un magico sogno. il convento, la chiesa, gli oratori sparsi per l’isola, il bosco, l’uliveto, la Malta dei Papi! Pazzesco. .. Tutto era semplicemente pazzesco. In condizioni pietose, devo ammetterlo, ma pazzesco! Chiamai l’amico Sigieri. Gli chiesi quanto offrissero gli altri pretendenti all’acquisto. Mi consultai con Lucio e, nel giro di 30 minuti, definii le condizioni di acquisto con l’avvocato della Principessa.

Che destino attende l’isola? Qual è il vostro progetto?

Isola Bisentina con vista Aerea Aereo DroneL’isola, non mi stancherò mai di ripeterlo, è un prezioso gioiello. Per prima cosa vorrei che la mia famiglia non fosse l’unica a godere di tali bellezze. L’isola pertanto sarà senz’altro aperta al pubblico. Ancora dobbiamo stabilire le modalità attraverso cui la fruizione da parte del pubblico avverrà, ma sicuramente avverrà. Apriremo dei percorsi nei giardini e nel bosco che dalla darsena condurranno ai vari oratori per arrivare alla Malta dei Papi, passando sotto alberi che abbiamo già chiesto di classificare quali Piante Monumentali.

Vorrei che fosse l’isola degli artisti e in particolare dei musicisti. Cercheremo di fare della Bisentina una tappa delle maggiori orchestre sinfoniche che vengono a esibirsi nel nostro Paese. Immaginatevi di ascoltare delle esecuzioni musicali di alta classe con alle spalle la facciata della chiesa illuminata, con a sinistra il Getsemani (proprio così i frati Francescani che hanno risieduto sull’isola chiamavano l’uliveto) e a destra le sciacquio delle onde del lago, anch’essi illuminati da luci di calda tonalità. Avremmo già fatto metà dello spettacolo. Ed ancora concerti di musica jazz o contemporanea.

Vorrei fosse una artist residency, dove pittori, scultori, poeti fossero di volta in volta accolti, potendo soggiornare, e alla fine lasciare un’opera sull’Isola, un po’ come avviene in certi castelli e tenute del Sud della Francia.

Ci sarà un percorso subacqueo studiato con gli archeologi della Sovrintendenza e con i gruppi di appassionati subacquei della zona e dove si potranno visitare le antichità ancora sommerse. Sarà una residenza privata, dove sarà un piacere invitare amici vecchi e nuovi e assieme goderne le bellezze”.

A Milano siete al lavoro su un importante iniziativa sugli Etruschi. Perché avete deciso di puntare su questo popolo enigmatico?

Gli Etruschi sono la prima vera e propria civiltà italica, che così tanto ha influenzato le altre che a essa sono seguita, a cominciare da quella romana che li ha immediatamente succeduti. Era inesorabile che nel nostro viaggio alla scoperta della storia e dell’arte italiana, con particolare riferimento al suo patrimonio archeologico, rimanessimo folgorati dalla cultura etrusca.

Lavorerete sullo sviluppo turistico della Tuscia anche partendo dal fascino degli Etruschi?

Sicuramente metteremo in evidenza la storia della Bisentina, a partire dalla sua connessione con la storia e la cultura etrusca.

Che messaggio porta con sé la famiglia Rovati nel lavoro che state immaginando nei Viterbese?

Un invito al territorio e alle sua comunità a collaborare. Serve la spinta da parte di coloro che qui abitano e che sentono, giustamente, l’isola come parte della loro storia e dei loro vissuto per farla rivivere.

Cosa vi aspettate di trovare nel rapporto con le comunità del posto?

Ci aspettiamo che le autorità locali si uniscano per supportare tutte assieme il rilancio turistico della Tuscia, agevolando gli investimenti degli operatori locali e lavorando con la Regione Lazio per inserire la Tuscia negli itinerari regionali da visitare.

Ciò impone che siano accantonati i particolarismi di ciascun Comune e che si lavori per un progetto condiviso per il quale vanno ben definiti obiettivi, mezzi e percorsi di attuazione.

Un ruolo guida potrebbe essere svolto ad esempio dall’Amministrazione di Bagnoregio, che ha dato prova di saper gestire i flussi turistici e il rilancio di una cittadina storica.

 

Fonte LaFune.eu

Autore Roberto Pomi

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