Il maltempo durerà fino a domenica Emergenza nel Reatino e a Bolsena

ROMA (13 maggio) – Non accenna a lasciare l’Italia l’ondata di maltempo che ha colpito le regioni centro-settentrionali. La vasta perturbazione atlantica che ha portato le molte piogge degli ultimi giorni stazionerà sul nostro Paese almeno fino a domenica. Poi, a partire dal Nord, inizierà a tornare il sole. Lo dice la Protezione civile, che per tutto il fine settimana ha emesso un nuovo avviso di avverse condizioni meteorologiche.


Domani e sabato, quindi, ancora piogge e temporali sul centro-nord. Sabato i rovesci interesseranno soprattutto le regioni centrali e quelle tirreniche meridionali; mentre al Nord si prevedono precipitazioni residue specialmente sul settore orientale.

Domenica, infine, ci sarà una graduale attenuazione della nuvolosità al Nord, mentre al Centro-Sud si prevedono ancora rovesci e temporali, in attenuazione solo dalla serata.

Oggi il maltempo ha provocato molti disagi in diverse regioni d’Italia. Fra le più colpite Lombardia, Veneto, Toscana, Liguria e Lazio.

Frana nel Pisano. Quattro nuclei familiari sono rimasti isolati a causa di una frana che ha interrotto la viabilità principale a Capannoli (Pisa). La frana è stata causata da una “bomba d’acqua” (così i metereologi chiamano la pioggia intensa e improvvisa) caduta la notte scorsa. Frane e smottamenti hanno interessato i comuni di Capannoli e Lari fino a Volterra, località in provincia di Pisa dove i vigili del fuoco sono stati impegnati con oltre 20 interventi per la rimozione di piante abbattute e per la messa in sicurezza dei movimenti di terra. Gli alvei dei fiumi sono al limite e vengono costantemente monitorati.

Trombe d’aria nel senese. Stamani nel Comune di Castelnuovo Berardenga, alle porte di Siena, una tromba d’aria si è abbattuta in località Vagliagli-l’Aiola causando danni ad alcuni edifici agricoli e stalle e
facendo fuggire gli animali. A Volterra, subito a valle del quartiere San Giusto, è stata chiusa al traffico la strada comunale, isolando 25 persone e due attività agrituristiche. Frana anche sulla Sp 15 Volterrana con la chiusura totale della strada. 

Carrara, frana sulla strada del giro d’Italia. Una frana ha interessato il Comune di Carrara sulla strada statale 446 in località Linara, dove domani transiterà la sesta tappa del Giro d’Italia, senza gravi conseguenze sul traffico.

Nubifragio nel Genovese. Un automobilista di 60 anni, rimasto bloccato nella sua vettura con l’acqua giunta alla cintola in una via allagata ad Arenzano (Genova), è stato salvato da una pattuglia di carabinieri che hanno dovuto infrangere un finestrino per estrarlo dall’abitacolo. È l’episodio più grave provocato da violenti nubifragi che dalla tarda mattinata si abbattono su Genova e sui dintorni. È stato l’uomo a chiamare con il telefonino il 112, dopo essere rimasto bloccato in via della Costa nei pressi della pineta di Arenzano. I carabinieri, giunti sul posto, hanno visto l’acqua arrivare ormai ai finestrini e sono intervenuti immediatamente senza attendere l’arrivo dei vigili del fuoco. In tutto il ponente cittadino i vigili del fuoco sono impegnati con tutte le squadre disponibili per allagamenti in strade, cantine e locali a piano terra. In via Salgari, a Pegli, un muraglione è ceduto provocando danni ad un palazzo. La terra mista ad acqua ha sfondato una vetrata ed ha invaso una rampa di scale provocando danni a tre appartamenti.

Po e laghi lombardi sotto osservazione. L’ Aipo, agenzia interregionale per il fiume Po, mantiene il fiume sotto osservazione, dopo le piogge di questi giorni. L’ agenzia informa pure che il ponte provvisorio di barche di Piacenza resterà chiuso dato che il livello del fiume si manterrà nella zona intorno ai 4 metri sopra lo zero idrometrico almeno per le prossime 48 ore (la chiusura avviene al livello di 3,50 metri). Il lago di Como a Melgrate ha superato la quota di esondazione di Piazza Cavour a Como mentre quello di Garda a Peschiera e il Maggiore a Sesto Calende sono sui massimi storici del periodo.

Danni all’agricoltura. Il maltempo primaverile con frane, allagamenti e pioggia ha provocato danni per milioni di euro alle coltivazioni agricole, soprattutto in Lombardia e Veneto ma anche in Toscana e in Emilia Romagna. Lo sottolineano la Coldiretti e la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

A Padova, dove ha grandinato, decine di aziende denunciano danni ingenti a frutteti, vigneti ma anche mais, barbabietola e soia. In provincia sono impegnati oltre 200 volontari della Protezione civile. Molto forti le precipitazioni: caduti fino a 60 milimetri di pioggia in un’ora. 

Nel Comasco e nel Lecchese la pioggia ininterrotta ha provocato un calo delle produzioni del 40 per cento di patate e del 25 per cento di mais con semine da rifare su un terzo del territorio della provincia, mentre a Mantova si registra una perdita che varia tra il 30 e il 40 per cento della produzione di pere Igp. Vento forte, piogge violente e grandinate mettono a rischio – continua la Coldiretti – i raccolti delle colture orticole e delle piante da frutto oltre che compromettere le ultime semine del mais e del pomodoro. Il maltempo sta ostacolando anche il lavoro delle api che non riescono a raggiungere il polline dei fiori indispensabile per la produzione di miele e la riproduzione delle piante.

Produttori di latte. «I produttori di latte sono in ginocchio per il maltempo. Sono finiti i mangimi per le vacche e il costo del fieno sul mercato è aumentato del 33% per la speculazione. I danni si ripercuoteranno per tutto l’anno». Lo ha dichiarato Paola Santeramo, presidente della Confederazione italiana agricoltori (Cia) Milano-Lodi-Monza e Brianza.

Lago di Bolsena. Critica la situazione sul lago di Bolsena, nel viterbese. Lungolago crollato, spiagge divorate, ormeggi rotti per due imbarcazioni al porto, camping e strutture ricettive minacciate dall’acqua, mentre continua a piovere. «Non c’è più tempo, non possiamo attendere un piano organico d’interventi – ha detto il sindaco di Bolsena Paolo Dottarelli – L’Ardis e il genio civile devono intervenire in poche ore o rischiamo il disastro». Secondo Dottarelli devono essere aperte almeno altre due delle cinque paratie che regolano il deflusso dell’acqua del lago nell’unico emissario, il fiume Marta, che sono gestite appunto dall’Ardis e dal Genio Civile. «L’appello che lancio – ha aggiunto – è anche a nome dei sindaci degli altri comuni lacustri: Capodimonte, Marta, San Lorenzo Nuovo, Montefiascone, Gratte di Castro e Gradoli». Il problema collegato è che l’apertura delle paratie del Marta rischia di far esondare il fiume nell’area di Marina Velka, a Tarquinia, che in passato ha subito varie alluvioni. «È indispensabile agire subito – conclude il sindaco di Bolsena – domani potrebbe essere tardi. Altrimenti potrebbe saltare la prossima stagione turistica, con gravissime ripercussioni economiche per tutto il comprensorio».

Reatino, chiesto stato di emergenza e calamità. Il sindaco di Fara in Sabina, Vincenzo Mazzeo, ha chiesto al presidente della regione Lazio Renata Polverini di problamare lo stato di calamità in seguito all’esondazione del Fosso Corese avvenuta questa mattina. L’alluvione che ha colpito la Sabina con particolare intensità a Passo Corese, Fara, Scandriglia, Osteria Nuova e Poggio Moiano dove le frane che hanno bloccato una delle strade di accesso al paese. L’esondazione a Fara in Sabina ha interessato principalmente la Vecchia Salaria, via dell’Arci risulta impraticabile, via Garibaldi e il sottopasso della ferrovia nella frazione di Passo Corese, nonchè nelle altre località attraversate dal corso d’acqua. Evacuata l’intera zona circostante a via dei Bretoni, compresi parcheggi e attività commerciali. Bloccata la viabilità in diverse zone del comune tra cui il ponte di Campo Maggiore per eventuali frane. I vigili del fuoco di Rieti sono intervenuti con un elicottero e che stanno supervisionando l’intera area colpita dall’esondazione.

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