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RISERVA NATURALE REGIONALE VALLE DELL'ARCIONELLO
La valle dell'Arcionello è segnata dalla forra del fosso Urcionio, che nasce col nome di fosso Luparo alle pendici del monte Palanzana subito a est della città . Circondata dalle pareti a picco di peperino, ospita una ricca vegetazione e una fauna interessante. L'area è da sempre al centro delle attività umane, grazie alla presenza dell'acqua e della città di Viterbo. Dei diversi usi nel corso dei secoli sono testimoni i resti di mulini, cartiere, centrali elettriche, canalizzazioni, cave di peperino, capannoni di una segheria Ai giorni nostri, invece, risale il progetto per la realizzazione di un parcheggio, di una strada a scorrimento veloce, rotatorie e palazzine: progetto a cui si oppone un coordinamento spontaneo di associazioni di cittadini, dal cui progetto alternativo nasce la riserva. L'Arcionello come ambiente agro-silvano Il territorio individuato come area protetta presenta, dal punto di vista vegetazionale e paesaggistico, delle peculiarità interessanti. È' un territorio che ha avvertito e accolto la presenza dell'uomo integrandola in una vegetazione tipica delle zone collinari pre-appenniniche di origine vulcanica. L'area è sicuramente suggestiva e sotto molti aspetti "correttamente contaminata" dalle attività umane nel corso del tempo. L'Arcionello come recupero della memoria della città L'Arcionello è un luogo della memoria dove ciascun segno o segnale della presenza dell'uomo, magari nascosto o custodito dalla vegetazione naturale, è un tassello del mosaico dei ricordi collettivi delle generazioni presenti e di quelle che ci hanno preceduto. È doveroso arricchire questo serbatoio e custodirlo nel tempo. |





