Farnese

 

Il paese, caratterizzato da un aspetto squisitamente medievale, ancora intatto, è posto a quota 343 m s.l.m. ed occupa per intero la sommità di un pianoro tufaceo circondato da alte rupi, accessibile soltanto per breve tratto sul fianco orientale; è lambito dal fiume Olpeta, sorgente dal laghetto vulcanico di Mezzano.

Nello stemma cittadino spiccano due simboli chiarissimi e tra loro collegati: la farnia (Querauf robur) allusiva del bosco ( sing. “il farneto” > plur. “le farnete” ) da cui prese il nome sia il borgo di Farnese sia l’omonima famiglia, e due gigli, segno primigenio della nobile casata farnesiana.

Le origini di Farnese sono ancora incerte. Conobbe una presenza umana stabile già nel corso dell’età del bronzo finale ( XII-X secolo a.C. ) e, probabilmente, fu abitato anche dagli Etruschi, restando poi deserto per un lunghissimo periodo, forse fino all’Alto Medioevo. Tra l’XI e il XIII secolo appartenne agli Ildebrandini, famiglia di origine tedesca, ma già nel 1294 l’abitato venne in possesso dei Farnese che, a partire dagli inizi del XIV secolo, grazie soprattutto all’appoggio della S. Sede, ampliarono a più riprese i loro possedimenti.

Dopo i tumulti provocati verso la fine del XIV secolo da scontri interni alla famiglia Farnese, a partire dall’inizio del XV secolo l’abitato, posto sotto un controllo farnesiano sempre più solido, seguì le fortunate sorti della famiglia ed attraversò senza scosse i secoli successivi, fino alla caduta del ducato di Castro ( 1649 ).

Nel 1658 fu venduto alla famiglia Chigi, a cui venne tolto nel 1798 dalle truppe napoleoniche, facendo poi parte della Repubblica Romana; tornò, quindi, sotto il controllo diretto della S. Sede e venne successivamente acquistato dai Torlonia, prima di prendere parte all’Unità d’Italia. Nonostante le successive modifiche che ne hanno snaturato l’aspetto originario, la rocca Farnese (o palazzo Ducale) presenta ancora una forte personalità architettonica; forse realizzata su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, è abbellita da un grande portale attribuito al Vignola, delimitato da colonne bugnate e sovrastato da una loggia.

Dalla rocca si stacca un viadotto monumentale, sostenuto su alte arcate, che conduceva al giardino privato dei Farnese, noto come “la Selva”; l’odierno palazzo Comunale, costruito dalla famiglia Chigi nel corso del XVIII secolo, ospita all’ultimo piano il museo civico “F. Rittatore Vonwiller”, dove sono esposti reperti protostorici, medievali e rinascimentali. A destra di palazzo Chigi fu costruita nel 1887 una fontana monumentale in relazione con il nuovo acquedotto; tra gli edifici religiosi si segnalano la chiesa parrocchiale del SS. Salvatore, più volte modificata sia all’interno sia all’esterno, con un pregevole tabernacolo cinquecentesco, il convento di S. Rocco, costruito nel XVII secolo, e la chiesetta di S. Anna, fuori de paese, risalente al XVI secolo ed abbellita da un ciclo di affreschi di Antonio Maria Panico.

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