Grotte di Castro

 

La suggestiva rupe tufacea che ospita l’odierno abitato, posto a quota 467 m s.l.m., venne occupata per la prima volta nel VI secolo, offrendo rifugio ai sopravvissuti del vicino insediamento di Civita, scampati alle devastazioni che il re longobardo Clefi portò nella zona nell’anno 572.

Nel Medioevo il borgo era chiamato “Castrum Cryptarum“, cioè “Castello delle Grotte”, per la presenza di moltissime cavita artificiali che gli Etruschi scavarono nell’ottimo tufo della zona per dare sepoltura ai loro defunti. In queste tombe la tradizione vuole che i Grottani abbiano spesso trovato rifugio per scampare alle aggressioni ed ai saccheggi. Non a caso una grotta scavata in un monticello costituisce il principale simbolo dello stemma cittadino.

Poco dopo la fondazione del nuovo abitato altre distruzioni si aggiunsero alle precedenti, dovute ancora una volta ai Longobardi che, al comando di Desiderio, tra il 771 e il 772
imperversarono nella Tuscia Romana, prima di essere definitivamente sconfitti da Carlo Magno. Grazie alla donazione della Tuscia Longobarda fatta da quest’ultimo al Papato nel 77A, Grotte entrò nel Patrimonio di S. Pietro e, con gli altri centri della Val di Lago, passò sotto il controllo dei vescovi orvietani. Dopo il saccheggio a cui Enrico VI, figlio di Federico Barbarossa, sottopose Grotte e gli altri centri del territorio circostante nel 1187,  gli  Orvietani  decisero di consolidare le sue fortificazioni con la costruzione di una rocca e di una potente cinta muraria. Nel corso dei secoli XIII e XIV Grotte fu oggetto di continue dispute tra la città di Orvieto ed il Papato, ma nel 1537 tutto cambiò, per l’inserimento dell’abitato entro i confini del neonato ducato di Castro. Da quel momento in poi Grotte prese l’appellativo “di Castro” e visse un periodo meno travagliato dei precedenti, fino al 1649, quando il ducato farnesiano si dissolse per intervento di Innocenzo X. In quel frangente Grotte rientrò sotto il diretto controllo della Santa Sede, rimanendoci fino all’Unità d’Italia.

Della rocca e delle fortificazioni medievali non resta nulla. La basilica santuario della Madonna del Suffragio venne costruita tra il 1625 e il 1672 sul luogo dell’antica pieve di S. Giovanni Battista, la cui fondazione può essere fatta risalire al IX-X secolo. La chiesa di S. Pietro Apostolo conserva ancora elementi architettonici della primitiva costruzione in stile romanico, databile tra l’XI e il XII secolo. Il palazzo del Podestà, di stile neoclassico, ospita il Museo civico archeologico e delle tradizioni popolari. Dopo il disastroso terremoto del 1563 venne avviata la costruzione del palazzo Comunale, abbellito sulla facciata da una doppia scalinata monumentale e dotato all’interno di un’ardita “scala a lumaca” interamente scolpita in durissima pietra lavica. Nella campagna a nord di Grotte si trova la chiesetta di S. Maria delle Colonne, di stile romanico, edificata riutilizzando antiche colonne romane, da cui il nome stesso dell’edificio.

 

 

Patata dell’Alto Viterbese

 

La patata dell’alto viterbese viene prodotta nella zona a nord del lago di Bolsena. L’area di produzione è delimitata geograficamente dai Comuni di Grotte di Castro, S.Lorenzo Nuovo, Gradoli, Latera, Bolsena, Onano e Valentano.

Questa coltivazione vanta nell’area   un’antica   tradizione   anche se la sua maggiore diffusione si è registrata negli ultimi 30 anni a  seguito del forzato abbandono della
coltivazione della fragola. La patata dell’Alto Viterbese trova in questo territorio, ricco di naturali elementi nutritivi, le condizioni ideali di sviluppo con elevati standard qualitativi e produttivi. La gran parte dei produttori risulta associata al Consorzio Cooperativo Ortofrutticolo Alto Viterbese (C.C.OR.A.V.) i restanti, fanno riferimento a strutture di commercializzazione private che operano nell’area. Il C.C.OR.A.V. svolge anche attività di promozione dei prodotto.

SAGRE E MANIFESTAZIONI: ogni anno nella settimana dei ferragosto Sagra della Patata a Grotte di Castro e Sagra degli Gnocchi a S. Lorenzo Nuovo.

SAGRA DEGLI GNOCCHI. Il Comune e la Pro-Loco organizzano nella piazza centrale del paese, di fronte alla magnifica Chiesa settecentesca questo gustoso piatto a base di patate locali.

SAGRA DELLA PATATA. Iniziative culturali e degustazione di piatti tipici il cui principale ingrediente è la patata accompagnata dagli ottimi vini locali.

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