Proceno

 

“Città nobile, un tempo, e quasi inespugnabile, cinta da ogni parte da alte rupi” – Proceno, così descritta da Pio II nei suoi Commentarii, sorge sopra un erto colle di natura vulcanica dotato di poderose difese naturali, da cui lo sguardo può liberamente spaziare fino al monte Amiata, alla rocca di Radicofani, alla rocca di Torre Alfina. Il centro abitato, che raggiunge nel suo punto più elevato quota 396 m s.l.m., è prossimo al confine con la Toscana e, ad oriente, si affaccia verso la valle del Paglia e verso la mole calcarea di Monte Rufeno. Le sue origini sono certamente etrusche, come provano sia i ritrovamenti archeologici sia la conformazione stessa dell’abitato, arroccato sulla cima di un colle. Un’origine che trova riscontro anche nella leggenda, secondo cui Proceno sarebbe stato fondato da Por-senna, re di Chiusi, da cui avrebbe preso sia il nome sia un simbolo dello stemma cittadino, quel cinghiale che lo assalì nella macchia mentre tornava da Roma verso Chiusi e che fu dal re miracolosamente ucciso.

Con la donazione di Matilde di Canossa ( 1077 ) anche Proceno entrò a far parte dei domini della Santa Sede ma già nel 1093 fu occupato dalle truppe dell’imperatore Enrico IV, da cui si affrancò per intervento di papa Pasquale II, che assegnò il borgo alla diocesi di Orvieto. Verso la fine del XII secolo divenne feudo dei conti Aldo-brandeschi, nel 1210 fu occupato dalle truppe di Ottone IV ma ben presto fu di nuovo assoggettato alla Santa Sede, per opera di papa Onorio III, che lo pose sotto il controllo del podestà di Viterbo. Per tutto il XIV secolo Proceno restò felicemente sotto il protettorato senese, all’inizio del secolo successivo fu conquistato dagli Sforza ma tornò ben presto ( nel 1443 ) alla Santa Sede, prima che papa Paolo III nel 1536 lo concedesse al cardinale Guido Ascanio Sforza.

Sotto il governo sforzesco Proceno si mantenne fino al 1694 per poi passare alla famiglia Maz-zanti. Dopo le brevi parentesi del dominio francese ( fine del XVIII – inizi del XIX secolo ) e della Repubblica Romana ( 1849 ), che consentirono alla comunità procenese di sperimentare una qualche forma di autogoverno, l’abitato subisce la repressione pontificia, da cui si libererà soltanto nel 1870 con l’annessione allo Stato Italiano. Sul centro storico domina la mole della Rocca, con tre torri quadrangolari merlate raccordate da alte mura, fatta costruire da papa Gregorio V nel 997 e successivamente restaurata a più riprese fino in epoca moderna; il palazzo Sforza, interessante esempio di architettura rinascimentale, fu voluto nel 1537 dal cardinale Guido Ascanio; appena fuori dall’abitato sorge la chiesa di S. Martino, edificio gotico con pregevoli affreschi quattrocenteschi di scuola senese; di stile gotico era anche il primitivo impianto della chiesa parrocchiale del SS. Salvatore, parzialmente ricostruita dopo il terremoto del 1919, mentre di fondazione cinquecentesca è la piccola chiesa campestre della Madonna del Giglio, con affreschi attribuiti alla scuola degli Zuccari.


Aglio rosso di Proceno

 

L’aglio rosso di proceno si coltiva all’interno del comune omonimo e in una ristretta area del comune di Acquapendente. La diffusione e le caratteristiche qualitative che rendono peculiare il prodotto dipendono dalla tipologia dei terreni, situati a 400-500 metri d’altitudine s.l.m. in un ambiente quindi collinare, caratterizzato da un clima mite di tipo temperato-sublitoraneo.

Ha un sapore forte, un profumo molto intenso e persistente e vanta buona digeribilità oltre ad una grande attitudine alla conservazione. Quest’ultima peculiarità ha contribuito non poco alla diffusione e all’apprezzamento di questo prodotto sui mercati, specie nei tempi passati orando la conservazione del prodotto era uno dei problemi fondamentali della commercializzazione. E provato scientificamente che l’aglio contenga alcuni principi attivi con proprietà antibiotiche ed ipotensive.

La Pro Loco di Proceno organizza, ogni anno, la Sagra dell’Aglio Rosso che si svolge dalla prima domenica di agosto fino al giorno 14 dello stesso mese.

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