San Lorenzo Nuovo

 

Il centro abitato di San Lorenzo Nuovo è ubicato a nord del recinto craterico del lago di Bolsena e domina da un lato la conca lacustre e dall’altro la pianura di Acquapendente fino al monte Amiata.

San Lorenzo Nuovo fu costruito alla fine del XVIII secolo per trasferirvi gli abitanti del vecchio paese San Lorenzo alle Grotte, (di cui ora non rimane più nulla se non qualche rudere di un castello) che era situato in una valletta poco più a sud, a ridosso
di una zona un tempo soggetta a periodiche inondazioni e alla malaria.

L’iniziativa fu promossa da Pio VI, allora tesoriere apostolico, che a seguito degli inutili tentativi di bonificare la zona, indusse papa Clemente XIV a trasferire la popolazione in un luogo più salubre. L’incarico del progetto fu affidato all’architetto Francesco Navone, il quale con una visione moderna e innovatrice, sviluppò la pianta del nuovo paese sul modello della piazza Amalienborg di Copenaghen, a forma ottagonale, da cui si dipartono vie dritte e larghe che si intersecano ad angolo retto.

La Chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire, dalle eleganti linee neoclassiche, domina, dai suoi 34 metri d’altezza, la piazza ottagonale e conserva al suo interno pregevoli opere d’arte. Fra queste ricordiamo: un crocefisso ligneo del XII secolo (splendido esempio di arte bizantina), due tele del Vasari e un busto in marmo raffigurante il Pontefice Pio VI, attribuito alla scuola del Canova.

In fondo alla via che si apre di fronte alla parrocchiale sorge la Chiesa di Santa Maria Assunta, con tele del cappuccino Padre Fedele da San Biagio. Fuori il paese, nella pianura prospiciente il Lago, si trovano i resti dell’antica Chiesa di S. Giovanni in Val di Lago, della prima metà del ‘500, probabilmente opera del Sangallo. Immersa nella campagna, nella zona di Torano, sorge un’altra Chiesa costruita probabilmente su un luogo di culto etrusco dove veniva onorata la Vergine di Turan; all’interno è contenuto un bellissimo affresco del ‘400 raffigurante la Vergine in trono con bambino benedicente.

 

 

FAGIOLO SECONDO O “DELLA STOPPIA”

 

Il fagiolo secondo o “della stoppia”, questo legume ha accompagnato da sempre l’alimentazione delle popolazioni residenti sul versante settentrionale del Lago di Bolsena, in particolare quelle del comune di San Lorenzo Nuovo, per le quali costituiva la principale fonte di proteine vegetali.

L’origine vulcanica dei suolo ha permesso di ottenere un prodotto di egualità, con particolari caratteristiche di facilità di cottura (“fagioli cottori”) e favorevoli proprietà organolettiche (sapore dolce). Il frutto era consumato essenzialmente secco. La semina del legume avveniva tassativamente nella terza decade di giugno, successivamente alla mietitura del frumento, per permetterne la maturazione intorno alla fine di agosto. Da qui derivano le denominazioni di “fagiolo secondo”, in quanto prodotto di secondo raccolto, o “fagiolo delle stoppie”, seminato sulle stoppie del frumento appena lavorate.

Con il tempo, la produzione è andata diminuendo fin quasi a scomparire. Solo l’attaccamento di alcuni agricoltori alle antiche tradizioni ha permesso la sua conservazione. Su questo prodotto, che è stato aggiunto solo di recente al “paniere” dei prodotti tipici del territorio, la Comunità Montana, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di S. Lorenzo Nuovo, sta attivando tutte quelle azioni di sostegno capaci di portare, in tempi brevi, a produzioni interessanti. Ogni anno, nella settimana di ferragosto, questo particolare legume può essere apprezzato negli stand della Sagra degli Gnocchi a S. Lorenzo Nuovo.

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