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ISCHIA DI CASTRO
Il territorio circostante, nella sua vastità e varietà, è oggi in grado di offrire uno straordinario connubio di storia, archeologia e natura. Il nucleo abitativo più antico del paese conserva ancora oggi l'impianto urbanistico, la fisionomia tipica dell'epoca medioevale, con il castello e le sue solide porte, i resti delle mura, le viuzze strette e tortuose, le abitazioni addossate le une alle altre che rivelano, per le caratteristiche architettoniche, la condizione sociale degli antichi proprietari. Ischia fu uno dei primi feudi della famiglia Farnese che fece erigere il palazzo ducale, detto La Rocca, commissionandone la ristrutturazione all'architetto Antonio da Sangallo il Giovane. Altri monumenti di interesse storico e artistico sono la Chiesina di S. Rocco, le cui origini rimangono ignote, in stile romanico a navata unica dove sono visibili affreschi del XIV -XVI sec. il Duomo di S. Ermete edificato nel '700 opera dell'architetto Prada di Viterbo è così grande che sembra incastonata per forza nel piccolo borgo. La facciata è in stile Barocco e l'interno è diviso in tre navate con numerose cappelle laterali nelle quali sono presenti pregevoli opere di vane epoche. Di particolare interesse il Fonte Battesimale del 1538, in travertino, l'affresco della Madonna del Popolo opera di scuola senese e due amboni di marmo, costituiti da due plutei, provenienti dal duomo di S. Savino di Castro (sec. IX). Il Santuario della Madonna del Giglio, dedicato alla patrona del paese, è situato nella vallata sottostante il centro abitato e conserva l'affresco della Vergine risalente agli inizi del '400 e una crocefissione ed affresco, con evidenti motivi di scuola umbra ascrivibile alla fine del XV secolo. Della vastissima necropoli etrusca la parte più interessante è quella situata nei pressi del Santuario del Crocifisso di Castro. Di fronte ad esso c'è una tomba monumentale del VI secolo a.C Dello stesso periodo è la tomba denominata della biga di Castro dove è stato rinvenuto un rarissimo esemplare di biga etrusca trasferita al Museo della Rocca Albornoz di Viterbo. Infine il piccolo ma prezioso Museo civico, istituito nel 1958, dove è allestita una ricca esposizione di vari reperti archeologici della vicina necropoli, fra cui alcuni vasi preistorici, preziose e raffinate sculture del VI sec. a.C. e vari reperti della città distrutta di Castro. Nei pressi del fiume Fiora, in un ambiente naturale incantevole, sorgono alcuni insediamenti rupestri monastici di epoca medioevale: i Romitori. I Romitori di Poggio Conte e Chiusa del Vescovo sono, tra tutti, quelli di maggiore interesse. |






