News
Programmazione
Login
QTube
Video Id mancante!
|
|
|
|
DA VISITARE NEI DINTORNI
Questo fenomeno vide la nascita dei primi borghi protetti da cinte murarie che contavano qualche centinaio di abitanti. Lo sperone di roccia vulcanica ubicato in posizione strategica rispetto al territorio circostante, con le sue alte rupi a picco nella valle del fiume Treja, è stato luogo ideale per l'edificazione dell'attuale borgo di Calcata che risultava nascosto e ben difeso dalle scorribande delle popolazioni barbariche.
Si tratta di un complesso di edifici che sfrutta alcune preesistenze medievali: una struttura posta tra i due rami del torrente Treja, in corrispondenza delle note cascate, forse già in antico usata come mola, ed una torretta situata più a sud, lungo la strada attuale. Il mulino vero e proprio fu ricavato nella prima struttura costituita da una torre a tre piani a cui si addossa una costruzione più bassa. La zona per la molitura, si trovava al piano inferiore dell'edificio più alto mentre, come dimostrano i documenti ottocenteschi, l'ingresso originariamente si apriva al primo piano ed era collegato alla torretta antistante tramite un ponte di legno. Sappiamo inoltre che l'avancorpo, coperto come gli ambienti della torre da una volta a crociera, per pochi anni ospitò una ferriera. Ad ovest del mulino si trova un muraglione, dotato di chiuse per regolamentare il flusso dell'acqua. Il mulino è rimasto attivo fino ai primi anni Sessanta. Dopo diversi anni di abbandono, la mola è stata recuperata e ospita oggi una mostra che, attraverso plastici e pannelli, illustra alcuni aspetti della struttura e del territorio circostante.
La peculiarità della fornace di Mazzano, rispetto alle moderne tecniche di lavorazione di coppi, tegole e mattoni, è che tutto avviene ancora a mano, dalla raccolta della legna e delle fascine per la cottura, alla cavatura dell'argilla, alla lavorazione dei pezzi con le forme di legno, all'accatastamento per l'asciugatura, al caricamento della fornace per la cottura a legna. I diversi pezzi, inoltre, vengono accatastati nella fornace ad altezze differenti dove si raggiungono temperature differenti (fino a 900° C), a seconda dell'utilizzo che se ne deve fare. Ogni cottura - se ne fanno in genere due o tre a stagione - dura circa tre giorni, quindi il fuoco è mantenuto acceso per tutto il tempo. Affiancata alla cottura a legna tradizionale, per consentire una produzione durante tutto l'anno e non solamente nel periodo estivo, dal 2005 la struttura attua anche una cottura a gas. |





