Vetriolo 

(m 453) 

Comune di Bagnoregio

 

Bordura mista dell’Hortus Unicorni di Elio Cavallo e Luca De Troia a Vetriolo: Peonie arbustive, Ceanothus, Iris, Centranthus ruber e Poncirus trifoliata

Nei pressi di Vetriolo, in una villetta suggestiva è nato un giardino particolare, Hortus Unicorni di Elio Cavallo e Luca De Troia, che ha radici lontane in altri luoghi reali e immaginari.

La prima cellula era stato un delizioso hortus conclusus a Civita di Bagnoregio tra le case del borgo, affacciato dall’alto della rupe sullo scenario dei calanchi.

Il luogo dopo anni di paziente e duro lavoro era diventato anche lavoratorio di sperimentazione, nelle suggestioni tra luce e ombra dei tufi della “Città che muore”: i gruppi di piante a foglia grigia come santolina, cisto, senecio, elicriso, ballota, la stachide canuta, l’argenteo convolvolo davano risalto al rosa e all’azzurro delle speronelle, al blu della lavanda, al bianco puro di una rosa. Non mancava una piccola vasca in tufo per le ninfee e altre piante d’acqua, le pergole di vite e di passiflora, una siepe di alloro e rosmarino a rendere più intimo il luogo. Così tutti gli elementi del giardino, compresi gli arredi e i dettagli molto curati, erano diventati arte e storia di questo piccolo paradiso.

Poi nel 1992 avvenne l’acquisto del vecchio casale incorniciato dalle pendici boscose nella vailetta inselvatichita aperta sul paesaggio dei calanchi di Civita e delle colline della Teverina in lontananza.

L’amore per il sito straordinario, l’intenzione di valorizzarlo dal punto di vista paesaggistico, la passione per il mondo delle piante e del giardino furono alla base della realizzazione di quello che è oggi l’Hortus Unicorni.

La casa e il terreno si trovavano in uno stato di abbandono da più di quarantanni: il lavoro è stato lungo, travagliato e si è trasformato in un luogo magico.

L’idea di fondo è stata quella di non separare il paesaggio dal giardino e il giardino dalle collezioni di Paeonia, di Iris, di Syringa e tante altre piante: quasi cento varietà di lillà ( Syringa var. e cv. pi. ), trenta di magnolie, venti di aceri, venti di querce fra le collezioni più numerose.

Lo scenario in primavera è magnifico.

Ne è nato un giardino botanico in una cornice paesaggistica unica che il pubblico ha accolto con entusiasmo e apprezzato per quella vena giardiniera che tanti qui scoprono di possedere.

A Vetriolo, sulla strada che va verso Civitella d’Agliano, si trova un’antica fornace che produce coppi e mattoni con i sistemi di lavorazione di una volta: l’argilla viene prelevata lungo i costoni che sono sopra il fossato, viene stesa e fatta asciugare al sole, lavorata negli stampi e fatta cuocere nel forno a pozzo alimentato dalla legna. Un tempo queste fornaci, ancora attive intorno alla metà del Novecento, erano situate lungo le sponde del Rio Chiaro, perché l’acqua era fondamentale per la lavorazione dell’argilla. Anche la lavorazione dei mattoni ha una sua stagione che va da maggio a settembre: i colori sono quelli della terra, del sole, delle cose vere che comunicano emozioni.

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