All’imbocco di una vallecola, in località Arcella ad un chilometro da Canepina, si trova un antico altare rupestre, il Santuario Romano delle acque dell’Arcella, uno dei tanti santuari terapeutici del territorio della Tuscia. La zona è infatti ricca di sorgenti di tipo oligo-minerali, le cui acque sono state nell’antichità incanalate in una serie di cunicoli da cui oggi traboccano. Una iscrizione posta sul fronte del grande masso sagomato riporta l’adempimento di un voto a Bo- nae Valetudini, la divinità delle acque salubri del luogo, assimilata nel testo alla Bona Dea, una divinità salutifera romana, il cui culto era riservato alle donne.
Canepina è circondata da boschi di querce, da vecchi boschi di castagno, alcuni alberi sono monumenti naturali dalle forme scultoree, da campi coltivati che sono stati e sono tutt’ora al centro di antiche tradizioni agricole e artigianali.
A Canepina lavorano ancora i ‘bottai’, gli artigiani che costruiscono le botti di castagno per a le numerose cantine del territorio viterbese come qui scavate nel tufo; l’industria del legno è particolarmente fiorente nella zona dei Cimini.
Il Convento del Carmine è stato trasformato in Museo Etnografico delle Tradizioni Popolari, dove si possono rivedere attrezzi ed utensili della vita contadina, costruiti con i materiali locali, estremamente funzionali al loro uso, che è durato per secoli.
Il Museo di Canepina è un museo che restituisce il rapporto che gli abitanti avevano quotidianamente, secondo i ritmi delle stagioni, con il loro territorio, attraverso la storia dei prodotti della terra, come la canapa e la sua lavorazione, ma anche oltre gli oggetti, con i proverbi, le filastrocche, le ricette terapeutiche che derivavano dall esperienza diretta di osservazione e di uso a contatto con gli elementi naturali.
In un torrione del Castello degli Anguillara è stato realizzato il Museo dell’Ambiente con l’intento di valorizzare la flora e la fauna dei Monti Cimini: i prodotti tipici del luogo sono funghi, miele, marmellate, creme di marroni e castagne che si possono gustare insieme ai sapori della cucina locale, in occasione della Sagra della castagna nella prima metà di ottobre, con apertura delle vecchie cantine.
Qui ritrovi un ‘sapere’ e un ‘saper fare’ che lega tradizioni antiche, ricette ritrovate, intimità della casa e piacere per il giardino.
Il terreno fertile, il clima fresco, la grande passione per la natura e la vena artistica familiare sono stati all’origine del delizioso giardino di Manuela Morena Natalini, nella zona dei castagneti tra Canepina e Viterbo. All’ingresso si è accolti da una generosa Rosa ‘New Dawn’, poi da un bel gruppo di peonie, una delle passioni di Manuela, che risalta sul verde del prato. Il roseto, un giardino di rose dentro il giardino, accoglie varietà preziose per i colori, per i profumi, per i portamenti come Rosa multiflora carnea proveniente dalla Cina agli inizi dell’Ottocento con grandi grappoli di fiori doppi bianchi sfumati appena di rosa, le bellissime Ibridi di Moschata che non dovrebbero mancare mai e la collezione di Rosa gallica, l’altra passione di Manuela.Una stupenda Rosa gallica ‘Complicata’, dalle foglie verde grigio sulle quali spiccano i fiori semplici rosa che impallidiscono al centro dove sono gli stami dorati, avvolge al piede un grande melo. Le due fioriture coincidenti ripagano un anno di attesa. Ai lati del prato si alternano le fioriture delle bordure miste, con tutte le gradazioni dei colori pastello dove emergono le spighe delle speronelle (Delphinium var.pl.) e delle digitali (Digitalis var.pl.).

Anche qui le rose basse, arbustive e rampicanti costituiscono l’ossatura- del giardino. Altrove dove l’ombra degli alberi crea un ambiente adatto esplodono d’estate i gruppi di ortensie. Un vialetto bordato di iris e di lavanda conduce alla zona dell’orto sul fianco del bosco dei grandi castagni: ogni albero è una scultura, il luogo è pieno di pace e l’ autunno dopo le prime piogge quando la terra è ancora calda regala cestini di funghi. L’orto ben curato finisce con una spettacolare siepe di Rosa eglanteria, dalle foglie profumate e dai numerosi frutti rossi che restano sui rami durante l’inverno.
Il giardino è il mondo di Manuela, il semenzaio, il ripostiglio degli attrezzi e dei cesti, l’angolo del giardiniere, dove sono appesi i mazzi di fiori da essiccare, i libri, le riviste e poi gli animali del bosco e quelli della casa per i quali c’è la stessa premura che si dedica alle piante.
L’orto e il giardino così ben tenuti sono anche il frutto delle cure di Andrea Baldini che si dedica con passione al gratificante lavoro di giardiniere. Dai lamponi, dai mirtilli, dalle fra- gole e dagli altri frutti dell’orto si ricavano marmellate e dolci che completano il godimento di questo microcosmo pieno di grazia perché qui veramente i cinque sensi sono appagati.

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