NewTuscia – VITERBO – “Non possiamo negare che esista grande preoccupazione per i cittadini e le imprese di Valentano, oltre che per l’intero sistema della zona del lago di Bolsena, a seguito dell’arrivo questa notte, su decisione unilaterale del Viminale e nonostante il parere contrario delle istituzioni locali, di 40 migranti in quarantena, trasferiti senza alcuna rassicurazione di tipo sanitario in una comunità di meno di 3000 persone che è Covid free da maggio”.

Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato Imprese di Viterbo, lancia l’allarme per il rischio a cui vengono esposte la salute pubblica e l’economia locale di quell’area della provincia, alla luce del trasferimento di un blocco di migranti con anamnesi sconosciuta a Valentano. Specie dopo quanto è accaduto negli ultimi mesi e proprio nel pieno della stagione turistica che, anche sulle sponde del lago di Bolsena, a fatica sta ripartendo.

“Le nostre imprese sono state duramente colpite dalla pandemia, specie quelle del settore turistico che sul lago sono centinaia – spiega -. Eppure, con grande senso di responsabilità in questi mesi hanno osservato alla lettera, come tutti, le limitazioni imposte dal governo per preservare la salute pubblica da possibili contagi. Perché era giusto. Tuttora la ripartenza è condizionata da disposizioni normative stringenti, eppure nessuno si tira indietro. Ma se adesso scoppiasse un focolaio a Valentano, la stagione turistica sarebbe ulteriormente compromessa. Con gli esiti che tutti possiamo immaginare”.

“Siamo poi sicuri che la struttura individuata per ospitarli in quarantena, cioè l’ex convento dei frati minori – si chiede De Simone -, da cui in passato altri migranti dovettero essere trasferiti per la carenza dei benché minimi servizi, possa essere una sistemazione idonea? E se le persone lì ospitate, di fronte all’assenza di servizi e magari anche di controllo, decidessero per questo di allontanarsi come già accaduto in altre parti di Italia? Se qualcuno fosse positivo al Covid-19, il pericolo di una diffusione del contagio nella zona del lago potrebbe essere enorme. Di chi sarà la responsabilità se Valentano e l’area limitrofa saranno l’epicentro di un nuovo focolaio?”.

“Siamo di fronte per l’ennesima volta alle conseguenze scellerate di una politica che favorisce l’immigrazione incontrollata – conclude il segretario di Confartigianato – ma non tutela nessuno, né i cittadini residenti né quelli che vengono accolti. Perché salvare poveri disgraziati in mare non significa per forza doverli accogliere sul proprio territorio nazionale, specie se non si è in grado e se in ballo ci sono la tenuta socio-economica e, soprattutto, quella sanitaria di una comunità locale già duramente provata”.

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