Lotta alla centrale geotermica di Castel Giorgio, accolto il ricorso al Tar dei comuni della Tuscia e Bassa Umbria

VITERBO – Il Tar accoglie il ricorso dei Comuni del Viterbese e della Bassa Umbria contro l’impianto per la produzione di energia geotermica autorizzato nell’area di Castel Giorgio.

Nello specifico i comuni puntano all’annullamento del permesso di ricerca ottenuto dalla società che ha intenzione a realizzare l’opera. Ieri mattina i giudici del Tribunale Amministrativo Regionale hanno accolto il ricorso, fissando per il prossimo 12 gennaio il merito. Bisognerà quindi attendere pochi mesi per il pronunciamento. 

“Ci riteniamo soddisfatti, il nostro obiettivo era la fissazione dell’udienza il prima possibile e questo è avvenuto. Siamo fduciosi, la partita è ancora lunga, al di là della sentenza di primo grado. Di questo siamo consapevoli, ma siamo fiduciosi che le ragioni di un intero territorio vengano fatte valere”. Il commento a caldo del vicesindaco e assessore al Turismo Andrea Di Sorte del Comune di Bolsena, che insieme al sindaco Paolo Dottarelli è diventato uno degli amministratori simbolo di questa battaglia contro la realizzazione della centrale geotermica.

Sono ben 4 i ricorsi presentati al Tribunale Amministrativo Regionale per impugnare la decisione della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 29 luglio scorso di procedere con il percorso autorizzativo della centrale geotermica di Castel Giorgio.

Due sono stati presentati dalle Regioni Umbria e Lazio, entrambe ritengono di essere state scavalcate in barba a quanto stabilito dai diritti costituzionali in merito agli enti locali. Le due realtà infatti avevano espresso parere contrario all’impianto che invece è stato autorizzato.

Un altro ricorso è stato avanzato dall’associazione Italia Nostra, che ha fatto da contenitore a numerose associazioni del territorio e imprenditori privati.

Quindi l’azione legale di otto comuni: Castel Giorgio, Acquapendente, Bolsena, Montefiascone, Orvieto, Grotte di Castro, Allerona e Castel Viscardo. A coordinare la complessa battaglia legale l’avvocato Michele Greco, esperto in diritto dell’ambiente. Nei ricorsi si punta a evidenziare una serie di falle nella procedura amministrativa per l’autorizzazione, di sostanziali carenze istruttorie, di omissioni e di presunte sottostime dei rischi da parte delle commissioni governative che hanno deciso a favore dell’impianto. Alla preparazione tecnico-scientifica dei ricorsi hanno partecipato importanti esperti e scienziati che hanno sostanziato i gravi rischi per la salute delle popolazioni, per le acque e per i territori derivanti dal possibile impatto di questo tipo di impianto in una zona sismica e geologicamente complessa come l’Alfina e il lago di Bolsena.

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