In questa estate in cui lo sguardo si sofferma sui luoghi di prossimità, approfittiamo per ritrovare la storia dei nostri magnifici borghi.
San Lorenzo alle Grotte oggi meglio conosciuto come “San Lorenzo vecchio“) fu un piccolo centro di origini etrusche arroccato su di un colle posto in una vallata in prossimità del lago di Bolsena, più precisamente nella Val di Lago a 330 metri s.l.m. a nord del lago stesso.
La città fu così denominata perché cinta da una miriade di grotte e fu abitata dagli Etruschi a partire almeno dal 770 a.C. Nell’XI secolo San Lorenzo alle Grotte venne ceduto dalla contessa Matilde di Canossa alla Chiesa. Insieme alle terre confinanti di Grotte di Castro, Gradoli, Latera e isola Bisentina andò poi a costituire la provincia di Val di Lago posta sotto il governo di Orvieto fino al 1359, anno in cui entrò a far parte nuovamente dello Stato della Chiesa. Nel 1683 un tremendo terremoto lo distrusse quasi del tutto; la popolazione, composta in gran parte da contadini molto poveri, non aveva avuto i mezzi per poter ricostruire le case e, soprattutto, era flagellata dalla malaria, che ciclicamente infuriava sulle rive del lago provocando continue vittime. A causa delle continue frane e i tentativi di bonifica falliti, papa Clemente XIV decise di costruire per la popolazione della vecchia San Lorenzo un nuovo paese in una posizione salubre nella collina sovrastante, poco più distante dal lago e sulla Via Cassia, in modo tale da facilitare i commerci e le comunicazioni. Fu così che nel 1774 nacque San Lorenzo Nuovo. I lavori, iniziati sotto papa Clemente XIV, furono poi conclusi sotto Pio VI. Per la costruzione delle prime case furono, inoltre, utilizzate le pietre del vecchio borgo. Il definitivo abbandono del centro, avvenuto intorno all’ultimo quarto del XVIII secolo, fu dipeso dai progetti economico-politici della Camera Apostolica, che nella fondazione del nuovo San Lorenzo intravide maggiori possibilità di sviluppo rispetto al vecchio paese che, all’epoca, contava poche centinaia di abitanti. Per raggiungere il vecchio paese partendo da San Lorenzo Nuovo, bisogna seguire la strada Cassia vecchia, lungo l’antico percorso della via Francigena. Bisogna quindi prendere via Paese Vecchio dall’attuale abitato e proseguire dritti per circa 2 Km verso sud. Il vecchio paese è posto sulla destra ma per via della folta vegetazione che lo ha ormai quasi del tutto ricoperto non è facile distinguerlo. In ogni caso è presente un cartello che parla del vecchio paese e dunque lo si può utilizzare come punto di riferimento.
In alternativa il vecchio abitato lo si può raggiungere dalla strada opposta, da una piccola traversa della SP 145 di Gradoli (ex SS 489). In questo caso il vecchio borgo è situato sulla sinistra.

Da vedere: San Giovanni in Val di Lago è un’antica chiesa cattolica romana in stile rinascimentale, ora in rovina; il santuario è situato al di fuori della città di San Lorenzo Nuovo, Le rovine della chiesa, eretta tra il 1563 e il 1590 su progetto di Pietro Tartarino, allievo di Alberto da Sangallo, sono notevoli per la forma ottagonale. La chiesa fu eretta nel luogo di una presunta apparizione di San Giovanni Battista ad un contadino.Secondo la tradizione, il santo si mostrò ad un ragazzo nel giugno del 1563, chiedendogli la ricostruzione della chiesa a lui dedicata che sorgeva nello stesso luogo. Ovviamente la richiesta fu esaudita; l’evento è ancora oggi celebrato con una fiera che si svolge il 24 giugno a San Lorenzo Nuovo.

Foto: di Davide Papalini – Opera propria, CC BY-SA 3.0

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