Vulci

 

Una vasta piattaforma calcarea protesa da un lato sul fiume Fiora ospita i resti di Vulci, una delle più grandi città-stato dell’Etruria.

Il Castello e il ponte dell’Abbadia, che si ergono, evocativi, su tutta l’area, conferiscono al luogo un notevole fascino. Il Castello fu costruito nel Aledioevo con aggiunte e rifacimenti cinquecenteschi e fu la sede della Dogana Pontifìcia al confine con il Granducato di Toscana. Dal 1975 è sede del Museo Nazionale Vulcente: il salone a piano terra ospita ricco materiale degli abitati e delle necropoli della media valle del Fiora del periodo Neolitico e Protovillanoviano. Nelle tre sale del primo piano sono esposte significative testimonianze  di  corredi funerari di tombe del periodi orientalizzante ed arcaico, classico ed ellenistico. Unico lo scenario offerto dal ponte dell’Abbadia che scavalca, ad oltre trenta metri di altezza, il letto del fiume Fiora. La struttura fu realizzata dagli Etruschi con blocchi squadrati di tufo per la parte inerente ai piloni; successivamente, in epoca romana, furono innestati i rivestimenti di travertino e nel Medioevo le arcate che producono il caratteristico profilo “a schiena d’asino” tanto suggestivo alla vista.

Della Necropoli Vulcente solo alcune, delle numerose tombe, sono visitabili in località Ponterotto. La più famosa e importante è senza dubbio la tomba Francois (metà del IV secolo a.C); meritano attenzione le tombe dei Tute (IV secolo), dei Tarna e dei Tori con dieci sarcofagi esposti, dei Tetnie o dei “Due Ingressi”, delle “Iscrizioni”, della “Cuccumella”.

Dell’antica Civita o Urbe, che aveva una estensione di 90 ettari con una cinta muraria a cinque porte, sono state rinvenute le mura urbane, il decumano (strada con basalto del periodo romano), il tempio e la domus del Criptoportico. Scendendo lungo il Fiora si arriva al Ponte Rotto, risalente al I secolo a.C Lungo 85 metri il ponte romano si componeva di cinque arcate e si collocava sulla Aurelio. Vetiu diretta verso la porta est delle mura urbane.

 

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