Castro

 

Un pianoro tufaceo scavato sui fianchi da profonde gole ospitò Castro, una città etrusca vestita di forme rinascimentali, distrutta dalla storia, celata dal bosco, cancellata dall’avidità umana, alla ricerca dei suoi tesori. Quando Annibal Caro, tessendo le lodi di Castro, scriveva “…sorge ora con tanta e sì subbita magnificenza che mi rappresenta il nascimento di Cartagine”, non immaginava certo il realismo profetico delle sue parole, non immaginava che la capitale del ducato dei Farnese non solo sarebbe stata distrutta come Cartagine ma, subendo una sorte ancora più infausta, non sarebbe neanche più risorta dalle rovine.

Secondo una tradizione medievale il nome di Castro deriverebbe da Castrum Felicitatis, in ricordo di una nobildonna di nome Felicità; in realtà, il toponimo latino Castrum indica semplicemente la trascorsa esistenza di un antico centro fortificato, il cui nome si è perso nei secoli.

Erroneamente identificata con la celebre Statonia, Castro fu un’importante città etrusca, appartenente al territorio vulcente; sorta nel corso dell’VIII secolo a.C, visse un periodo di particolare floridezza economica tra la metà del VII e la fine del secolo a.C, prima di attraversare un lungo periodo di crisi, che durò fino alla metà del IV secolo a.C. Sopravvisse alla conquista romana del territorio vulcente (280 a.C), fu attraversata dalla via Clodia e nell’VIII secolo, secondo alcuni autori, accolse il vescovo Bernardo, in fuga da Vulci, diventando sede di diocesi.

Nel 1537 divenne la capitale del ducato che il pontefice Paolo III ( alias Alessandro Farnese ) creò per il figlio, Pier Luigi, e rappresentò la base di questa ardita famiglia, d’origine Alto Viterbese, per assicurasi il domino sui territori della Chiesa e successivamente su quelli della Lombardia, attraverso il Ducato di Parma e Piacenza.

Il Ducato di Castro comprendeva un territorio delimitato tra i fiumi Fiora e Marta, il lago di Bolsena ed il Mar Tirreno: vi erano annessi il Ducato di Latera e, sui Monti Omini, la Contea di Ronciglione. Il piccolo stato nello stato ebbe come capitale questa suggestiva cittadina che nonostante il primo duca, Pier Luigi Farnese, si adoperò per realizzarvi dei palazzi e una cattedrale, pavimentandovi le strade, non si elevò mai al di sopra di una piccola cittadina.

Il primo nucleo del Ducato fu realizzato con i possedimenti della moglie di Pier Luigi, Girolama Orsini, che portò in dote i castelli di Cellere e Pianiano.

Visse un’esistenza breve, poco più di 110 anni, posto in ombra dal centro più raffinato e colto di Parma. Tra il 1641 e il 1644 fu occupata dalle truppe di Urbano Vili; poi restituita al duca Odoardo Farnese, nel settembre del 1649 venne nuovamente assalita, occupata e, questa volta, rasa al suolo dalle milizie di Innocenzo X, che sanava così l’enorme indebitamento dei Farnese, punendo al tempo stesso Ranuccio II, considerato il mandante dell’assassinio del vescovo Cristoforo Giarda, ucciso nel marzo dello stesso anno a Monterosi dai sicari del duca. Quel che appare oggi di Castro, definita la Cartagine della Maremma, è una visione triste; delle sue chiese, dei suoi palazzi, non rimangono che pochi ruderi coperti da una fitta boscaglia ma in parte ancora ben visibili: la cattedrale di S. Savino ed il convento di S. Francesco, il palazzo Ducale e la Zecca, gli avanzi delle imponenti opere di fortificazione del Sangallo, la piazza rinascimentale con la caratteristica pavimentazione a spina di pesce, ì resti degli edifici circostanti. All’inizio del sentiero che dal parcheggio e dalla piccola chiesa porta all’antica città, un masso tufaceo recita: “Qui fu Castro”.

Della Castro etrusca rimangono testimonianze nelle vie cave che circondano l’abitato e nelle tombe monumentali della necropoli, tra cui si segnalano la Tomba della Biga e la grande Tomba a Dado, situata di fronte alla chiesa del Crocifisso di Castro, con la sommità conformata ad altare e decorata in origine da grandi teste d’ariete. Sculture funerarie e ricchi corredi tombali sono esposti nel Museo Civico di Ischia di Castro.

Share This