Il lago di Bolsena

 

Circa 400.000 anni fa, a seguito di una lunga serie di eruzioni vulcaniche in tutto il territorio, un’enorme superficie di 270 kmq sprofondò per alcune centinaia di metri; questa immensa voragine che i vulcanologi chiamano “caldera” cominciò lentamente ad allagarsi, grazie alle acque portate dalle piogge e dalle sorgenti. Così nacque il lago di Boi sena, il più grande lago di origine vulcanica d’Italia, che, 120.000 anni fa venne ulteriormente arricchito da due splendide isolette, la Martana e la Bisenti-na, due crateri che si formarono e che esplosero all’interno del lago, segnando la fine del complesso vulcanico Volsino, che ancor oggi manifesta la sua trascorsa potenza attraverso le sorgenti termali di cui è ricco il territorio. Le sue acque sono limpide e trasparenti, risultato della mancanza di inquinamento, e la pesca costituisce l’attività economica prevalente, grazie alla varietà di specie ittiche; è circondato da colline in parte rigogliose di colture agricole (viti, ulivi, patate, legumi) e in parte ricoperte da boschi. Nel 1959 furono scoperti in località “Gran Carro” (km 108 della S.S.Cassia), i resti sommersi di un insediamento villanoviano dell’età del Ferro (IX – Vili secolo a.C). Da questa area, nel corso di 23 anni di ricerche, sono stati recuperati moltissimi frammenti di vasellame, oggetti bronzei, litici, lignei e ossei, che sono stati raccolti nel Museo territoriale del lago di Bolsena, che ha sede nella omonima cittadina lacustre.

Intorno al lago di Bolsena resistono ancora ampi tratti di territorio dove regna il tipico ambiente lacustre fatto di canne, salici e vegetazione acquatica.

Alla ricchezza della fauna ittica, costituita oltre che dal coregone, anche da anguille, lucci, persici, lattarini, il lago aggiunge una grande varietà di uccelli, che nidificano fra i giunchi e i canneti. Gli amanti del birdwatching possono qui trovare un vero paradiso, popolato da germani reali, alzavole, aironi ci-nerini, martin pescatori, gallinelle d’acqua, cormorani e altre specie ancora.

L’amante della natura che visita il lago, oltre alle presenze faunistiche e botaniche, potrà ammirare anche altre emergenze, come le “pietre lanciate” all’altezza del km 112 della SS Cassia, in prossimità di Bolsena.

Si tratta di una fitta rete di fratture parallele che solca la parete rocciosa così da isolare blocchi di pietra (leucitite) a base pentagonale o esagonale che sembrano conficcate sulla scarpata.

 

Isola Bisentina

 

L’isola Bisentina, fin dal 1200 di proprietà della Chiesa, fu per  molto  tempo  residenza  estiva dei Papi. Ha sette cappelline costruite tutte nel XVI secolo, un convento, ora residenza, una chiesa maggiore, la chiesa dei S.S. Giacomo e Cristoforo, dall’aspetto tipicamente rinascimentale: fu fatta costruire da Ranuccio Farnese e donata ai frati minori nel 1586.

Gli arredi e le opere di valore vennero trafugate dalle armate di Napoleone, ma rimangono un bel tabernacolo e il dossale ligneo. Fu utilizzata dai Farnese come sacrario. L’isola è anche un paradiso naturale, con un bosco di lecci e un giardino all’italiana creato da Giovanni Fieschi Ravaschieri del Drago. Oggi è proprietà privata, ma può essere visitata con percorsi guidati con partenze da Capodimonte e da Bolsena.

 

Isola Martana

 

L’isola Martana ha forma di una mezzaluna; il suo borgo medievale è stato nel tempo abbandonato e l’isola è oggi disabitata.

La località è legata alla triste storia di Amalasunta, figlia di Teodorico e regina degli Ostrogoti, che venne qui uccisa nel 584 per ordine del suo secondo marito e cugino Teodato, ansioso di regnare da solo.

Per molti secoli si è cercato il tesoro di Amalasunta che si dice la sovrana avesse portato con sé e sepolto prevedendo la sua triste fine.

 

Coregone del lago di Bolsena

 

Il Coregone del Lago di Bolsena è la specie più diffusa nel lago omonimo e rappresenta quasi il 50% del pescato. Non è una specie autoctona, ma è stata immessa agii inizi del secolo dai laghi dell’Italia settentrionale.

Si è adattata benissimo nelle acque profonde del Lago di Bolsena, ove la profondità garantisce anche nei mesi estivi una bassa temperatura e una buona ossigenazione. La sua affermazione si deve inoltre alla grande disponibilità di alimenti fornita dal plancton ed alla notevole diminuzione dei predatori come il luccio. Condizioni ottimali, da un punto di vista ambientale, hanno favorito l’insediamento e la diffusione di onesta specie, nonostante i lunghi tempi di ricambio del lago e la sua latitudine.

Il coregone è un salmonide che predilige acque fredde, ha corpo affusolato e leggermente compresso lateralmente, sciame circolari grandi, bocca piccola e terminale, colorazione argentea, leggermente verdastra sul dorso e bianca sul ventre. Può raggiungere la lunghezza di 80 cm. e il peso di 4 kg: vive in acque pulite e fredde, a 70-80 metri di profondità, ed ha tempi di crescita molto rapidi rispetto ad altri pesci poiché raggiunge i 2.0 cm e maturità sessuale anche in un anno.

 

Share This