Gradoli

 

La più antica porzione dell’abitato, cinta da mura turrite, venne edificata nel corso dell’Alto Medioevo sopra uno sperone tufaceo circondato da alte rupi, posto a quota 485 m s.l.m., da cui si godono stupendi scorci panoramici del lago di Bolsena. Nel suo territorio allignano da sempre ottimi vitigni di Aleatico e di Greghetto, tanto che nello stemma cittadino un solenne leone rampante è affrontato ad un tralcio di vite, da cui sembra cogliere grappoli d’uva.

Il nome di Gradoli deriva probabilmente dal diminutivo medievale graduli ( “piccoli gradini” ), a sua volta in rapporto con il latino gradus, alludendo alla natura accidentata ed impervia della zona, conformata “a gradini” che scendono verso il lago, prima di raggiungere lo splendido litorale pianeggiante che oggi, per ben 8 km, appartiene alla comunità gradolese.

Agli inizi del XII secolo Gradoli costituiva già un centro abitato di un certo rilievo, se poteva inviare un proprio rappresentante al Concilio di Val di Lago, indetto dal vescovo Guglielmo nel 1118. Solo un secolo dopo si costituisce in libero comune ma viene assoggettato da Orvieto, suscitando le ire del Papato.

Nel 1269 viene raggiunto un singolare compromesso, secondo cui i Podestà di Gradoli sarebbero stati eletti ad anni alterni dal comune di Orvieto e dal Rettore del Patrimonio di S. Pietro; una situazione che perdurerà fino al XV secolo. Nel 1328 il borgo viene parzialmente distrutto dalle truppe di Ludovico il Bavaro, nel 1394 viene occupato dai Brettoni, nel 1411 papa Giovanni XXII lo dà in feudo a Poncello Orsini e, poco dopo, papa Gregorio XII ne concede metà ai Farnese che, nel 1464, diventeranno unici signori di Gradoli, anticipandone l’inserimento nel ducato di Castro ( 1537 ). Dopo la tragica fine dello stato farnesiano, decretata da papa Innocenzo X nel 1649, l’abitato vive un lungo periodo di relativa tranquillità, giungendo senza eccessivi turbamenti all’Unità d’Italia ( 1870 ).

A sinistra della porta principale del centro storico è ancora visibile una porzione delle fortificazioni medievali, di cui si conserva un tratto murario ed una torre rotonda. Fortificazioni di cui faceva parte anche il castello, che venne parzialmente demolito nel 1513 per lasciare il posto allo splendido palazzo Farnese, fatto costruire dal cardinale Alessandro ( futuro papa Paolo III ) in occasione del matrimonio tra il figlio, Pier Luigi, e Girolama Orsini; realizzato su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane e recentemente restaurato, oggi ospita il Comune, la Biblioteca e il Museo del costume farnesiano. A fianco del palazzo sorge la chiesa di S. Maria Maddalena, di stile barocco, con campanile settecentesco terminante a cuspide; all’interno, suddiviso in tre navate, si segnalano un pregevole fonte battesimale cinquecentesco, in marmo, decorato da nicchie con figure di santi in rilievo, ed un affresco rinascimentale raffigurante una Madonna con Bambino.

 

 

FAGIOLO DEL PURGATORIO

Il Fagiolo del purgatorio è una varietà locale seminata da tempo immemorabile, come testimonia il pranzo organizzato fin dal 1600 a Gradoli in occasione del mercoledì delle Ceneri, organizzato dall’omonima confraternita, denominato Pranzo del Purgatorio, di cui il fagiolo costituisce il piatto fondamentale. Le caratteristiche tipiche di questo prodotto dipendono sia dalle tecniche di produzione tradizionali, che non prevedono uso di prodotti chimici, che dalla tipologia dei terreni di origine vulcanica a basso contenuto di calcio e da un ambiente collinare caratterizzato da un clima mite di tipo temperato.

La quasi totalità dei produttori risulta associata alla Cantina Oleificio Sociale di Gradoli che si occupa della raccolta, pulitura, confezionamento e commercializzazione del prodotto che viene posto in vendita con la dicitura “Fagiolo del Purgatorio di Gradoli”. Vengono conservate dai produttori le quantità da riutilizzare per la semina e quella destinata all’autoconsumo familiare.

Share This