Latera

 

Un cono di abitazioni che sembrano scaturite dalla terra e che, nelle luci notturne, assumono l’aspetto di un presepe, circondato da folti castagneti. Latera, posto all’angolo nord-orientale dell’omonima caldera vulcanica, sorge a quota 508 m s.l.m. sopra un colle, di cui occupa ogni pendice. La sua posizione, marginale rispetto al grande bacino imbrifero del lago di Bolsena ed alle grandi vie di comunicazione, ha probabilmente determinato l’origine del nome che, se derivasse dal latino latera, significherebbe “a margine, a fianco”; meno probabile una derivazione dal latino latens ( “riparato, nascosto” ) per la posizione alta e dominante dell’abitato sui colli boscosi che lo circondano.

I simboli del suo stemma sono espliciti. Il potente torrione in alto indica sia la saldezza delle fortificazioni sia la fierezza degli abitanti, mentre il cervo inseguito dai cani in basso ricorda la ricchezza di selvaggina dei boschi circostanti, che faceva del territorio di Latera un luogo rinomato per la caccia. La prima notizia sicura dell’esistenza di un “castellum Laterae” è contenuta in un documento dell’inizio dell’XI secolo, in cui si parla della chiesa di S. Martino, posta presso l’abitato. Entrato a far parte del Patrimonio di S. Pietro in Tuscia, papa Gregorio VII, intorno all’anno 1080, concede il borgo ai conti Aldobrandeschi; dopo essere passato sotto diverse signorie nel corso del XII secolo, nel secolo se-
guente viene assoggettato da Orvieto che, nel 1298, si accorda con il Papato, stabilendo di eleggere i castellani di Latera ad anni alterni. Nel 1328 viene distrutto dalle truppe di Ludovico il Bavaro e nel 1351 viene conquistato da Giovanni di Vico, ma nel 1353 il cardinale Albornoz riesce a riportarlo sotto il dominio diretto della S. Sede. Concesso nel 1418 in vicariato a Ranuccio Farnese da papa Gregorio XII, il borgo non viene coinvolto direttamente nella fondazione del ducato di Castro ( 1537 ) e non subisce, quindi, danni dalla dissoluzione di quest’ultimo ( 1649 ). Amministrato con liberalità e lungimiranza dai discendenti di Bartolomeo Farnese, vivrà un lungo periodo di pace e di prosperità, praticamente fino alla nascita dello Stato Italiano.

Al culmine dell’abitato spicca per la sua mole il palazzo Ducale, eretto nel corso del XVI secolo dai Farnese; nel 1603, sulle rovine di una precedente fabbrica romanica, Alarlo Farnese fece erigere la chiesa di S. Clemente, onore del patrono, munita di un campanile settecentesco di stile bor-rominiano; di notevole rilievo è anche la fontana monumentale fatta costruire, assieme al primo acquedotto, da Pietro Farnese nel 1648; nella grangia di S. Pietro, un complesso architettonico di origine cistercense collocato alle falde del paese, è ospitato il museo della Terra, allestito con antichi strumenti della vita quotidiana provenienti dalla collezione “Luigi Poscia”.


MARRONE DI LATERA

 

Latera, “La serra della Maremma” è situata ad ovest del crinale del lago di Bolsena a 503 m. sul livello del mare con alture che arrivano fino a 630 m. Un territorio montano ideale per la coltura del castagno. Infatti nel proprio circondario sono disseminati qua e là moltissimi castagneti da frutto plurisecolari.

Il castagno, conosciuto e coltivato fin dai tempi antichi, esisteva in numerose varietà la più nota è il marrone che produce frutti di ottimo sapore.

Da sempre questa coltura è stata oggetto di interesse. Nel periodo del Ducato dei Farnese, i duchi proibirono il taglio degli alberi sulle colline adiacenti, poiché i castagneti, oltre che dare prelibati frutti, rendevano l’aria molto salubre. La pena per gli eventuali trasgressori era di uno scudo d’oro per ogni albero tagliato.

Le castagne, un tempo, erano il «pane dei poveri», oggi invece sono molto utilizzate in cucina: semplicemente bollite o arrosto, o sotto forma di elaborati marrons glacés, passando per il più semplice castagnaccio. Humerose sono le ricette che si possono inventare con uno dei frutti più energetici e ricchi di fibre che esiste in natura. Ogni anno L’ Amministrazione Comunale mette a disposizione un castagneto plurisecolare, di proprietà comunale, agli organizzatori della sagra delle castagne. La manifestazione oltre alla degustazione del pregiato frutto e, dei suoi derivati, prevede conferenze-incontri sulla castagna nella Tuscia, spettacoli mostre ecc..

La sagra si svolge, di norma, tutti gli anni nel mese di ottobre.

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